L’altro lato dei Led Zeppelin nella nuova classificva di Ultimate Classic Rock. A differenza di molti loro contemporanei emersi alla fine degli anni Sessanta, i Led Zeppelin non sono mai stati considerati una band da singoli. Diventarono famosi nell’epoca degli album e, per molti aspetti, contribuirono a definirla – come ricorda il magazine nell’introduzione. Eppure, nei circa dieci anni trascorsi tra l’esordio del 1969 e “In Through The Out Door” del 1979, pubblicarono dodici singoli. Altri brani, come “Stairway To Heaven”, divennero presenze fisse nelle programmazioni radiofoniche, entrando in classifica soltanto molto tempo dopo. Dal primo album furono estratti quattro brani, seguiti da altri quattro provenienti da “Led Zeppelin II” e “Led Zeppelin III”. “Whole Lotta Love”, con “Living Loving Maid” sul lato B, conquistò il disco d’oro e un posto tra i primi cinque nella classifica americana dei singoli. Anche “Immigrant Song” e “Black Dog” – ricorda ancora UCR – entrarono nella Top 20. Da “Houses Of The Holy” furono pubblicate complessivamente sei canzoni tra lati A e B, con “D’yer Mak’er” capace di raggiungere la Top 20 statunitense. “Fool In The Rain”, l’ultimo grande singolo del gruppo, si fermò invece al numero 21.
Secondo Nick DeRiso, redattore di Ultimate Classic Rock e autore di questa classifica, questi brani vanno quindi esclusi da una selezione delle gemme meno conosciute dei Led Zeppelin. Lo stesso vale per l’intero quarto album, diventato talmente popolare da rendere difficile considerare trascurata anche una sola delle sue canzoni. Resta comunque un repertorio ricchissimo da esplorare, a partire dal doppio “Physical Graffiti”, escludendo naturalmente “Kashmir”: pur non essendo stata pubblicata come singolo durante l’attività della band, difficilmente può essere definita una gemma nascosta. Da “Presence” furono estratte soltanto “Candy Store Rock” e “Royal Orleans”, senza risultati in classifica. A completare il quadro c’è poi “Coda”, la raccolta di materiale d’archivio uscita nel 1982, dopo lo scioglimento. Abbastanza – conclude UCR – per compilare questa graduatoria”.
Ecco allora la classifica dei 20 migliori brani meno celebrati dei Led Zeppelin, secondo Ultimate Classic Rock
20. Your Time Is Gonna Come (Led Zeppelin I, 1969)
19. Ozone Baby (Coda, 1982)
18. The Wanton Song (Physical Graffiti, 1975)
17. For Your Life (Presence, 1976)
16. Bring It On Home (Led Zeppelin II, 1969)
15. Hots On For Nowhere (Presence, 1976)
14. Ten Years Gone (Physical Graffiti, 1975)
13. Custard Pie (Physical Graffiti, 1975)
12. The Song Remains The Same (Houses Of The Holy, 1973)
11. How Many More Times (Led Zeppelin I, 1969)
10. In My Time Of Dying (Physical Graffiti, 1975)
9. Thank You (Led Zeppelin II, 1969)
8. No Quarter (Houses Of The Holy, 1973)
7. Nobody’s Fault But Mine (Presence, 1976)
6. That’s The Way (Led Zeppelin III, 1970)
5. What Is And What Should Never Be (Led Zeppelin II, 1969)
4. In The Evening (In Through The Out Door, 1979)
3. Ramble On (Led Zeppelin II, 1969)
2. Achilles Last Stand (Presence, 1976)
1. Houses Of The Holy (Physical Graffiti, 1975)
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