A narrare la storia della formazione inglese è ora "Pop is dead - La storia dei Radiohead", il nuovo libro di Fernando Rennis pubblicato da Nottetempo.
"I Radiohead sono una chiesa con festività, precetti, riti, peccati ed eretici". Da questa immagine prende le mosse Rennis per un’inchiesta lunga anni: fonti riservate, verifiche incrociate, materiali di lavorazione. Un lavoro che entra dove la musica nasce e la leggenda si costruisce, restituendo i Radiohead nella loro dimensione reale.
Rennis smonta gli stereotipi — la band “triste, politicizzata e inafferrabile” — e racconta i Radiohead come un paradosso vivo del pop: capaci di spingere i confini senza abbandonare la canzone. Per ricostruire la loro traiettoria, l’autore ha parlato con compagni di scuola, tecnici, musicisti, registi e collaboratori, componendo un mosaico che va da "OK Computer" al caso "In Rainbows". Quest’ultimo, uscito nel 2007 con la formula “pay-what-you-want”, non fu un colpo di teatro improvvisato ma un’operazione preparata per mesi nel più assoluto riserbo.
Dopo "Kid A", le sorprese si sono spesso spostate sul piano della comunicazione: dalla giornata di "The King Of Limbs", seguita in diretta mondiale, alle cacce al tesoro che intrecciavano indizi fisici e tracce digitali. Una strategia che ha contribuito ad alimentare l’aura mitologica dei Radiohead, ma sempre con i piedi nel mondo reale.
Sotto l’apparenza “sperimentale” resta però una base pop solidissima: persino "Idioteque" si regge su strofa e ritornello. Non suite infinite alla Pink Floyd, dunque, secondo Rennis, ma un’attitudine più vicina ai Beatles: prendere il pop e spingerlo oltre i suoi confini senza smarrire la forma-canzone. Due brani-chiave: il “classico totale” "Paranoid Android" e la scelta personale di Rennis, "Body Snatchers", catturata in presa diretta con energia primordiale.
"Pop is dead", insomma, mostra i Radiohead non come icone intoccabili, ma come un organismo vivo, fatto di metodo, contraddizioni e rischi calcolati. È così che, a quarant’anni dai primi tentativi nelle sale di Abingdon e pronti a tornare sui palchi d’Europa nel 2025, i Radiohead restano un paradosso che continua a funzionare: accessibili e inquieti, sperimentali e pop, sempre capaci di sorprendere.
I Radiohead hanno annunciato un tour autunnale che prevede venti date in cinque città europee, quattro delle quali a Bologna. Il calendario online sul sito ufficiale prevede anche più concerti consecutivi in ciascuna città. Ecco le date: