Radiohead: le migliori 40 canzoni di Yorke e compagni nella classifica del Guardian

09-09-2025
Cresce l'attesa per il ritorno dal vivo dei Radiohead dopo sette anni. La band britannica ha annunciato un tour autunnale che prevede venti date in cinque città europee, quattro delle quali a Bologna (14, 15, 17, 18 novembre). L’ultimo concerto insieme di Yorke e compagni risale al 1° agosto 2018, quando chiusero a Philadelphia la tournée legata a “A Moon Shaped Pool”.
Intanto già ferve il dibattito su quali canzoni della storia della band di Oxford debbano essere incluse in scaletta. A fare un po’ di chiarezza ci ha pensato il bassista Colin Greenwood, ospite del podcast di Adam Buxton: “Penso che sarà un mix set. Credo che l’abbiamo ridotto a circa 70 canzoni. Io e mio fratello Jonny non facciamo parte del comitato che decide la scaletta, non ci è permesso, perché siamo troppo indecisi”.
Noi vi proponiamo un piccolo contributo alla causa, con questa "top 40" del britannico Guardian, che ha dedicato uno speciale a Thom Yorke e dintorni compilando una classifica intitolata "Radiohead’s 40 greatest songs – ranked!" (qui il servizio completo).

40. Blow Out (1993)
39. The Daily Mail (2011)
38. Spectre (2015)
37. Kid A (2000)
36. Packt Like Sardines in a Crushd Tin Box (2001)
35. Burn the Witch (2016)
34. Creep (1993)
33. Scatterbrain (2003)
32. Just (1995)
31. 2+2=5 (Live at Earls Court) (2004)
30. Morning Bell (2000)
29. No Surprises (1997)
28. Lucky (1995)
27. There There (2003)
26. Where I End and You Begin (2003)
25. Everything in Its Right Place (2000)
24. Harry Patch (In Memory Of) (2009)
23. Daydreaming (2016)
22. Subterranean Homesick Alien (1997)
21. A Wolf at the Door (2003)
20. Like Spinning Plates (2000)
19. Motion Picture Soundtrack (2000)
18. Weird Fishes/Arpeggi (2007)
17. True Love Waits (2016)
16. Airbag (1997)
15. Videotape (2007)
14. Polyethylene (Pt 1 & 2) (1997)
13. Knives Out (2001)
12. Street Spirit (Fade Out) (1995)
11. Sail to the Moon (2003)
10. My Iron Lung (1994)
09. Exit Music (For a Film) (1997)
08. The National Anthem (2000)
07. Nude (2007)
06. Idioteque (2000)
05. Karma Police (1997)
04. Pyramid Song (2001)
03. Reckoner (2007)
02. How to Disappear Completely (2000)
01. Paranoid Android (1997)



A narrare la storia della formazione inglese è ora "Pop is dead - La storia dei Radiohead", il nuovo libro di Fernando Rennis pubblicato da Nottetempo. 
"I Radiohead sono una chiesa con festività, precetti, riti, peccati ed eretici". Da questa immagine prende le mosse Rennis per un’inchiesta lunga anni: fonti riservate, verifiche incrociate, materiali di lavorazione. Un lavoro che entra dove la musica nasce e la leggenda si costruisce, restituendo i Radiohead nella loro dimensione reale.
Rennis smonta gli stereotipi — la band “triste, politicizzata e inafferrabile” — e racconta i Radiohead come un paradosso vivo del pop: capaci di spingere i confini senza abbandonare la canzone. Per ricostruire la loro traiettoria, l’autore ha parlato con compagni di scuola, tecnici, musicisti, registi e collaboratori, componendo un mosaico che va da "OK Computer" al caso "In Rainbows". Quest’ultimo, uscito nel 2007 con la formula “pay-what-you-want”, non fu un colpo di teatro improvvisato ma un’operazione preparata per mesi nel più assoluto riserbo.
Dopo "Kid A", le sorprese si sono spesso spostate sul piano della comunicazione: dalla giornata di "The King Of Limbs", seguita in diretta mondiale, alle cacce al tesoro che intrecciavano indizi fisici e tracce digitali. Una strategia che ha contribuito ad alimentare l’aura mitologica dei Radiohead, ma sempre con i piedi nel mondo reale.
Sotto l’apparenza “sperimentale” resta però una base pop solidissima: persino "Idioteque" si regge su strofa e ritornello. Non suite infinite alla Pink Floyd, dunque, secondo Rennis, ma un’attitudine più vicina ai Beatles: prendere il pop e spingerlo oltre i suoi confini senza smarrire la forma-canzone. Due brani-chiave: il “classico totale” "Paranoid Android" e la scelta personale di Rennis, "Body Snatchers", catturata in presa diretta con energia primordiale.
"Pop is dead", insomma, mostra i Radiohead non come icone intoccabili, ma come un organismo vivo, fatto di metodo, contraddizioni e rischi calcolati. È così che, a quarant’anni dai primi tentativi nelle sale di Abingdon e pronti a tornare sui palchi d’Europa nel 2025, i Radiohead restano un paradosso che continua a funzionare: accessibili e inquieti, sperimentali e pop, sempre capaci di sorprendere.

I Radiohead hanno annunciato un tour autunnale che prevede venti date in cinque città europee, quattro delle quali a Bologna. Il calendario online sul sito ufficiale prevede anche più concerti consecutivi in ciascuna città. Ecco le date:

  • Madrid (Movistar Arena) – 4, 5, 7, 8 novembre
  • Bologna (Unipol Arena) – 14, 15, 17, 18 novembre
  • Londra (The O₂ Arena) – 21, 22, 24, 25 novembre
  • Copenaghen (Royal Arena) – 1, 2, 4, 5 dicembre
  • Berlino (Uber Arena) – 8, 9, 11, 12 dicembre

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