Morto Peppino Di Capri. Quando nel 1965 aprì i concerti dei Beatles in Italia: “Fui io a consigliarli alla mia etichetta”

11-07-2026

La musica italiana è in lutto per la scomparsa di Peppino Di Capri: aveva 86 anni ed era malato da tempo. Autore e interprete, l’artista campano ha attraversato ogni stagione della canzone tricolore, lasciando successi entrati nell’immaginario collettivo come “Champagne”, “Roberta” e “Un grande amore e niente più”.
Nel 1965, quando scalava abitualmente le hit parade ed era protagonista delle principali manifestazioni canore che attraversavano lo Stivale, Di Capri ebbe anche l’occasione di fare da “open act” a una band esplosa solo qualche anno prima e diventata fenomeno generazionale: fu scelto per aprire tutti i concerti italiani dei Beatles, un riconoscimento che confermava il prestigio internazionale già raggiunto dal cantante caprese. Peppino – all’anagrafe Giuseppe Faiella – accompagnò i Fab Four nelle tre date del loro mini-tour nel nostro paese: al Palazzo dello Sport di Genova, al Teatro Adriano di Roma e al Velodromo Vigorelli di Milano, condividendo il palco con il gruppo più celebre del momento.

Negli anni aveva ricordato quell’esperienza anche sui social, pubblicando il manifesto dei concerti romani del 1965, oggi diventato una preziosa testimonianza di una pagina storica della musica.
All’epoca Peppino di Capri era già una delle stelle della canzone italiana. La scelta come opening act dei Beatles non fu casuale: l’artista campano era distribuito dalla Carisch, la stessa etichetta che pubblicava i dischi del quartetto di Liverpool in Italia. Fu lo stesso Di Capri a raccontare, anni dopo, di aver suggerito alla casa discografica di puntare sui Beatles, intuendone il potenziale dopo averne osservato il successo crescente nel resto d’Europa.
Il tour italiano, organizzato dallo storico impresario Leo Wachter, rappresentò uno dei momenti più significativi della carriera internazionale del cantante. Al Vigorelli di Milano, davanti a circa settemila spettatori, Peppino di Capri si esibì per poco meno di mezz’ora, proponendo anche alcune cover di successi beat britannici, prima di lasciare il palco a John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr.

Ricordando quella serata in un’intervista a FQMagazine, spiegò: “Fui l’ultimo degli apri pista prima dei Beatles. Capita spesso che, nell’attesa delle star della serata, il pubblico vada in visibilio, non riuscendo a farti esibire. Quella sera, però, furono tutti molto educati e rispettosi. La cosa mi fece veramente onore”.
Durante gli spostamenti del tour ebbe modo di condividere alcuni momenti con i Fab Four, anche se i contatti furono molto limitati: il gruppo era costantemente circondato da un rigido servizio di sicurezza che impediva qualsiasi avvicinamento. Solo al termine della tournée i Beatles si concessero qualche fotografia insieme agli artisti italiani.
Il rapporto di Peppino di Capri con la musica britannica non si fermò a quell’esperienza. Nel 1966 incise infatti “Operazione sole”, considerato il primo brano ska della musica italiana. Il genere, nato in Giamaica e già molto popolare tra i giovani britannici, arrivò così nel nostro paese grazie all’intuizione dell’artista campano, confermando ancora una volta la sua capacità di cogliere e anticipare le tendenze musicali internazionali.