Pino Daniele: su Rai5 in onda lo storico concerto di Pescara del 1980

24-02-2025
Tutto il suo amore per il blues in un concerto registrato nel 1980 al Massimo di Pescara. È "Pino Daniele Live" che Rai Cultura propone giovedì 27 febbraio alle 22,55 su Rai5. In scaletta, le canzoni più classiche del repertorio del cantautore napoletano: da "Quanno chiove" ad "A me me piace o blues", "Terra mia", "Napule è", tratte principalmente dagli album "Terra mia" e "Nero a metà".
Pino Daniele era accompagnato da una band di straordinari musicisti: Gigi Di Rienzo, Rosario Iermano, James Senese, Tony Esposito, Mauro Spina ed Ernesto Vitolo.
Ma il concerto è noto anche per un celebre retroscena. A qualcuno dei presenti a Pescara però non va giù il tono colloquiale, l'uso del dialetto napoletano. Dal pubblico si leva una voce che provocatoria contro Pino: "Impara a parlare!". Ma Daniele sul palco di Pescara non si scompose. E la sua risposta fu leggendaria: "Còmme? Ah beh, l'importante è sape' súna!". La chiosa a fine concerto fu il dito medio di James Senese, evidentemente dedicato a qualche provocatore fra il pubblico. Un anno dopo in "Viento ‘e terra", brano incluso nell'album "Vai Mo'" del 1981, Daniele scrisse i seguenti versi: "Se capisci va bene… o sinò te futte".

Intanto, è stato annunciato che si intitolerà "Je so’ pazzo" l'imminente film dedicato alla vita di Pino Daniele. A vestire i panni del cantautore napoletano, scomparso 10 anni fa e che il 19 marzo 2025 avrebbe compiuto 70 anni, sarà Massimiliano Caiazzo.
Giunto alla popolarità per il suo ruolo come Carmine Di Salvo nella serie "Mare Fuori" con cui ha vinto il Ciak d'oro per il miglior protagonista pubblico under 30, quindi protagonista della serie-tv "Uonderbois", diretta da Andrea De Sica e Giorgio Romano, Caiazzo si sta preparando per impersonare il cantautore napoletano studiando chitarra. Ma l’impatto per il 28enne attore di Castellammare di Stabia è anche fisico: deve infatti aumentare di circa venti chili di peso per avvicinarsi alla corporatura di Pino Daniele.
“Je so’ pazzo” - la cui sceneggiatura è tratta dal libro biografico del figlio di Pino, Alessandro Daniele - ripercorrerà la storia e la vita del cantautore e musicista partenopeo, dall'infanzia difficile nei quartieri popolari di Napoli fino al grande successo. Le riprese del film, prodotto da Rai Cinema e diretto da Nicola Prosatore, inizieranno a marzo e il lavoro finale sarà in sala entro l'anno.

A raccontare la storia di Pino Daniele è stato di recente anche "Nero a metà", il documentario firmato da Marco Spagnoli, che ne cura anche la regia, e Stefano Senardi, amico di lunga data e storico produttore del musicista napoletano. Prodotto da Fidelio ed Eagle Pictures, "Pino Daniele - Nero a metà" ripercorre in particolare la prima parte della carriera del cantautore partenopeo, quella degli album "Terra mia" (1977), "Pino Daniele" (1979) e "Nero a metà" (1980).
Un ritratto appassionato del ragazzo con la chitarra che firma il suo primo contratto discografico dopo un viaggio Napoli-Roma con la macchina prestata e guidata da un'amica perché lui non ha la patente, il leader della band che la sera del 19 settembre 1981 con un concerto memorabile infiamma piazza del Plebiscito accompagnato sul palco da Tullio De Piscopo, Tony Esposito, James Senese, Joe Amoruso e Rino Zurzolo. Queste e altre sono le immagini di Pino Daniele contenute nel documentario. Attraverso gli occhi di Senardi, che conduce anche una serie di interviste ai musicisti, artisti e produttori che hanno collaborato con il musicista napoletano, il documentario grazie anche a tante immagini inedite offre uno sguardo approfondito e inedito sul legame tra Daniele e la scena musicale napoletana a partire dalla metà degli anni Settanta.

Senardi propone una serie di incontri con alcuni dei più stretti collaboratori e amici di Pino Daniele, che esordisce come chitarrista nella storica formazione napoletana Batracomiomachia, insieme a Paolo Raffone, Rosario Jermano, Rino Zurzolo, Enzo Avitabile ed Enzo Ciervo per poi diventare bassista di Napoli Centrale, la storica formazione di James Senese, che fondò il gruppo con Franco Del Prete, insieme anche negli Showmen. "Io gli dissi non ho bisogno di un chitarrista ma di un bassista sì. Lui accetto' e così gli comprai un basso, che lui non aveva e non poteva permettersi, e rimase con noi per circa due anni", racconta Senese. Che anni dopo fu chiamato da Pino a far parte di quella all star band tutta partenopea che comprendeva anche Tullio De Piscopo e Tony Esposito e che lo accompagnò a piazza del Plebiscito a Napoli.
Il regista Marco Spagnoli alterna immagini di repertorio, tra cui quelle con Massimo Troisi, musica e testimonianze, da Teresa De Sio a Pietra Montecorvino, a Fausta Vetere della Nuova compagnia di Canto popolare, dando vita a un percorso che esplora la cultura napoletana e il suo legame indissolubile con Pino Daniele e rendendo Napoli un vero e proprio personaggio del documentario.
"Il film - spiega Senardi - è un omaggio affettuoso all'uomo e al musicista Pino Daniele, al riscatto che ha rappresentato per il suo popolo e la sua città, e racconta anche la rivoluzione musicale straordinaria che ha operato attingendo dalla tradizione e affrancandola da ogni schema". Direttore della fotografia è Gianluca Rocco Palma, il montaggio è affidato a Jacopo Reale. Interamente girato a Napoli, il documentario ha la voce narrante di Stefano Senardi.

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