L’assenza della categoria “Best Rock” dalle nomination degli Mtv Video Music Awards 2026 è un piccolo evento storico: non accadeva dal 2007. Più che una semplice modifica nella struttura dei premi, la scelta fotografa gli equilibri attuali del mainstream musicale, dominato sempre più nettamente dal pop. Le 11 candidature di Madonna, insieme alla presenza massiccia di Taylor Swift, Ariana Grande e Sabrina Carpenter, raccontano bene dove si trovi oggi il baricentro dell’industria. Per chi ha vissuto l’epoca in cui Mtv e cultura rock sembravano quasi inseparabili, la scomparsa della categoria assume però un significato inevitabilmente simbolico.
La storia stessa del premio segue, del resto, la parabola del rock nella cultura popolare americana. La categoria nacque nel 1989 come “Best Heavy Metal Video” e fu conquistata per la prima volta dai Guns N’ Roses, in un periodo in cui chitarre, hard rock e metal occupavano stabilmente il centro della scena televisiva. Negli anni successivi Mtv sarebbe diventata anche uno dei principali veicoli dell’esplosione del grunge e dell’alternative rock: basti pensare ai Pearl Jam, capaci di imporsi persino nella categoria principale, “Video Of The Year”, quando il rock alternativo non rappresentava affatto una nicchia ma competeva direttamente con le maggiori star del pop.
In cima all’albo d’oro della categoria ci sono gli Aerosmith, vincitori per quattro volte: oltre ai tre successi già citati, la band si impose anche nel 1991 con “The Other Side”. Alle loro spalle, con tre vittorie ciascuno, figurano Coldplay e Linkin Park, mentre Metallica, Green Day, Limp Bizkit, Thirty Seconds To Mars e Twenty One Pilots hanno conquistato il premio due volte. Singolare il caso dei Foo Fighters: a fronte di ben 10 candidature, la band è riuscita a vincere una sola volta, nel 2011, con “Walk”.
Con il passare degli anni, però, i confini del premio si sono progressivamente allargati. Dopo aver assorbito il nu metal e le diverse mutazioni del rock degli anni Novanta e Duemila, la categoria ha finito per comprendere anche forme sempre più vicine al pop rock da stadio, rappresentate da gruppi come Coldplay e Imagine Dragons. Una trasformazione che rifletteva quella delle classifiche: mentre il rock perdeva progressivamente la centralità commerciale conquistata nei decenni precedenti, diventava sempre più difficile circoscriverlo all’interno di una categoria precisa.
Nel 2026 resta “Best Alternative”, ma anche questa definizione appare ormai estremamente elastica. Il fatto che tra i candidati possano convivere una band come i Geese e una popstar come Olivia Rodrigo mostra quanto il termine “alternative” abbia cambiato significato rispetto alle sue origini. Il rock, un tempo linguaggio dominante e facilmente riconoscibile, è diventato sempre più spesso uno degli ingredienti possibili del pop contemporaneo: una sonorità, un’attitudine o un’estetica da utilizzare accanto a elementi indie, folk, elettronici e naturalmente pop.
La cancellazione di “Best Rock” non significa dunque che il rock sia morto, ciò che sembra essersi interrotto, almeno per il momento, è piuttosto il suo rapporto privilegiato con quel mainstream audiovisivo di cui Mtv è stata per decenni uno dei principali simboli. Non è neppure la prima volta che accade: l’assenza del premio nel 2007 ricorda che le categorie degli Mtv Vma possono cambiare insieme alle mode e alle strategie editoriali. Ma quasi vent’anni dopo il significato appare diverso. Oggi manca soprattutto un nuovo movimento rock capace di imporsi contemporaneamente nelle classifiche, nell’immaginario delle generazioni più giovani e attraverso un linguaggio visivo abbastanza potente da competere con quello delle grandi star pop. La domanda, quindi, non è tanto se il rock esista ancora, quanto quale ruolo possa avere nel mainstream degli anni Venti.