Nel corso delle sue cinque stagioni, "Stranger Things" ha dimostrato di essere molto più di una serie televisiva: è diventata una macchina del tempo, anche musicale, capace di riattivare il passato e rimetterlo in circolo nel presente. La quinta stagione, e in particolare il suo finale, conferma definitivamente questo ruolo, trasformando la colonna sonora ancora una volta in un potente acceleratore di ascolti, capace di parlare direttamente a una generazione che quegli anni non li ha vissuti.
Il precedente più evidente resta
il caso di "Running Up That Hill" di
Kate Bush, esploso globalmente dopo l’uso nella quarta stagione. Un brano del 1985 diventato improvvisamente centrale nelle abitudini d’ascolto della Gen Z, capace di scalare le classifiche e di riportare l’artista inglese al centro del discorso pop contemporaneo. Da quel momento, ogni scelta musicale di "Stranger Things" ha assunto un peso che travalica la mera funzione narrativa.
Il finale della quinta stagione conferma questa dinamica, puntando in particolare su
Prince. L’inserimento di "
Purple Rain" e "When Doves Cry" nell’episodio conclusivo ha prodotto un effetto immediato sulle piattaforme di streaming. Nei giorni successivi alla messa in onda, "Purple Rain" ha registrato un aumento degli ascolti superiore al 200% a livello globale, con un’impennata ancora più marcata tra gli utenti più giovani. "When Doves Cry" sta seguendo una traiettoria simile, mentre l’intero catalogo di Prince ha beneficiato di un rinnovato interesse.
È una strategia ormai consolidata: la serie utilizza i brani come veri e propri snodi drammaturgici, “needle drop” pensati per diventare iconici. E la chiusura definitiva della serie, nell'ultima puntata della quinta stagione, compie però un ulteriore scarto simbolico. Dopo l’ultima scena, "Stranger Things" rinuncia ai titoli di coda tradizionali e affida il congedo a "
Heroes" di
David Bowie.
"Usare la versione originale di Bowie ci è sembrato naturale", ha spiegato il co‑creatore Ross Duffer a Netflix Tudum, sottintendendo che in passato la serie aveva già utilizzato il brano in una versione cantata da
Peter Gabriel, presente nella prima stagione (Episodio 3: Capitolo tre: Holly, Jolly) e nella terza (Episodio 8: Capitolo otto: La battaglia di Starcourt). La scelta della versione originale assume qui il valore di un sigillo finale, sia come epilogo emotivo sia come sintesi ideale dell’intero percorso della serie.
Dal ritorno di Kate Bush al rilancio di Prince, fino al saluto affidato a Bowie, "Stranger Things" dimostra di aver ridefinito il
rapporto tra serialità e canzoni.