Il mondo sta facendo letteralmente il countdown verso la nuova e ultima stagione di “Stranger Things”. Una serie divenuta storica ancor prima di terminare, forse più influente che bella. Che ha, per dirla con Simon Reynolds, innescato la retromania dilagante nell'universo dell'audiovisivo.
Tra le varie armi utilizzate dal serial dei fratelli Duffer per catapultarci in un mood ispirato ai coming of age di fantasia degli anni Ottanta c'è sicuramente l'utilizzo di una colonna sonora non originale ficcante, nella quale le canzoni scelte per innescare il pathos dei momenti clou diventano protagoniste al pari dei personaggi, al punto di vivere una seconda vita anche al di fuori dello schermo – diventando virali su Tiktok, arrivando in cima alle top globali delle varie piattaforme streaming o facendo addirittura capolino nelle classifiche di vendita di alcuni paesi.
Da “Stranger Things” in poi, questo utilizzo di brani storici o di culto è addirittura aumentato nel mondo delle serie tv. La cosa in realtà non fa che ricordarci quanto il mondo delle serie sia indissolubilmente legato a quello della musica pop, ben più che il cinema. E non da una decina d'anni, ma almeno da mezzo secolo.
Questa nuova rubrica di OndaRock nasce come un viaggio, anche piuttosto disorganizzato, nella storia delle canzoni più legate al mondo delle serie Tv. Ne proporremo cinque in ciascun volume e nel frattempo le implementeremo in una playlist a tema.
Running Up That Hill – Stranger Things 4*3
Dopo il cappello che avete appena letto, sarebbe un sacrilegio non iniziare proprio con questo brano di Kate Bush.
Max è intrappolata nel mondo mentale di Vecna, in pieno controllo del super-villain di "Stranger Things", senza apparente via d'uscita. Per riconnetterla alla realtà, i suoi amici le fanno ascoltare, rigorosamente con walkman e cassetta, la canzone che l'ha sempre salvata nei momenti difficili. A poco a poco che gli adorni orchestrali della traccia di apertura di “Hounds Of Love” e i gorgheggi della Bush si fanno strada, lo spaventoso mondo di Vecna comincia a squarciarsi, offrendo a Max una via d'uscita. In quella che in poco tempo è diventata una delle scene cardine della serialità 2.0, i fratelli Duffer celebrano il potere salvifico della musica con una scelta che ha riportato il brano della chanteuse del Kent nelle cuffie di mezzo mondo.
In The Air Tonight – Miami Vice 1*1
Dare il merito anche alla hit di Phil Collins per il successo di quella che in tutta probabilità è la serie poliziesca per antonomasia forse è un po' eccessivo, ma se la creatura di Michael Mann ipnotizzò il pubblico sin dal pilot, è anche grazie allo sposalizio tra le sue immagini notturne e il velluto sintetico di “In The Air Tonight”. Crocket e Tubbs sono a bordo della mitica Ferrari Daytona Spyder, la notte si riflette sulla carrozzeria nera della fuoriserie, la fotocamera indugia su pneumatici e sospensioni, cullata dai sintetizzatori e dai battiti morbidissimi della canzone. Sembra fluttuare sull'asfalto, mentre i due poliziotti caricano le pistole diretti verso la resa dei conti con Calderone.
Sembra un'esagerazione, ma in questa scena preparatoria c'era già tutto Mann. I silenzi, i neon che squarciano il buio, lo sferzante minimalismo realista del suo occhio e, ovviamente, la sua grande abilità nel mischiare immagini e pop music – leit-motiv, quest'ultimo, della sua intera carriera.
Comfortably Numb – The Sopranos 6*18
Siamo ancora in auto, nella scena che disumanizza una volta per tutte uno dei personaggi più controversi della storia delle serie tv, Tony Soprano. Il boss del New Jersey che ammazza il suo figliocco Christopher Moltisanti, lo soffoca schiacciandogli il naso dopo un incidente stradale. Fino a pochi attimi prima dell'impatto, i due sono impegnati in uno dei dialoghi più tesi e drammatici del capolavoro Hbo.
A fare da sfondo alle loro parole, cariche di cattivi presagi, troviamo “Comfortably Numb”, nella versione di Roger Waters con Van Morrison e The Band eseguita al “The Wall – Live In Berlin”, quasi a rimarcare l'insensibilità del mafioso anche al cospetto di quello che per lui dovrebbe rappresentare una specie di figlio.
Breath Me – Six Feet Under 5*12
Quello di “The Sopranos” è considerato da molti il miglior finale di una serie di sempre. Molti di quelli che non lo considerano tale probabilmente propenderanno per assegnare il titolo a quello di “Six Feet Under”.
L'idea geniale che Alan Ball ebbe per chiudere quello che rimane il miglior serial che rechi la sua firma fu mostrare, dopo la conclusione delle vicende narrate, la futura morte di ciascuno dei personaggi principali – nessuna soluzione poteva essere più in sintonia con il senso della serie. La catartica carrellata di immagini inizia cullata dal pianoforte zoppicante di “Breath Me” di Sia, man mano che la canzone prende corpo fino a sfociare nell'iconico finale orchestrale, i fotogrammi diventano sempre più intensi e struggenti. In pochi non hanno pianto.
Dedita com'era a ballad lacrimose e basi trip-hop, fino a quel momento la cantautrice australiana era nota a pochi. Non è azzardato affermare che il bagno di fama, hit e collaborazioni che è venuto dopo, Sia lo debba proprio a Alan Ball e “Six Feet Under”.
Liberi liberi – Romanzo criminale – La serie 2*10
Rimaniamo in tema finali, con quella che è senza ombra di dubbio la migliore chiusura di un prodotto seriale italiano che si ricordi, “Romanzo Criminale – La serie” di Stefano Sollima. Le note di sax che aprono “Liberi liberi” di Vasco Rossi iniziano a diffondersi nell'ambiente mentre il commissario Scialoia viene iniziato al mondo dei servizi segreti, chiudendo di fatto le vicende della banda della Magliana e degli altri protagonisti della serie.
Quando Blasco comincia a cantare, siamo invece sulla Magliana ai giorni nostri e Er Bufalo, l'ultimo membro della banda ancora vivo o libero, attende l'arrivo delle forze dell'ordine nel bar che frequentava con i suoi accoliti e li immagina ancora vivi, liberi e giovani.
La canzone di Rossi, struggente e strascicata come da tradizione, aggiunge un tocco poetico e ruspante alle immagini, rimarcando con le sue parole l'ineluttabilità del destino dei ragazzi raccontati da De Cataldo.
18/11/2025