Trentemøller pubblicherà il 13 novembre il nuovo album omonimo, il primo della sua carriera in cui tutte e dieci le canzoni includono una parte vocale. Scritto, prodotto, suonato e mixato interamente dal musicista danese, il disco uscirà per la sua etichetta In My Room a due anni da “Dreamweaver“.
Ad anticiparlo è “Terrified”, cantata da Jonas Bjerre dei Mew e definita da Trentemøller “probabilmente la canzone più pop dell’album” (si può ascoltare qui sotto). Tra chitarre stratificate, tastiere luminose e ritmi sintetici, il brano introduce un lavoro in cui elettronica, dream-pop, shoegaze e noise rock si incontrano in una forma più immediata, senza rinunciare alle distorsioni.
“Il rumoroso è diventato ancora più rumoroso, il sognante ancora più sognante, il melodico ancora più melodico”, racconta l’artista danese. “Sono stato spietato questa volta. Se una traccia non mi dava una sensazione di libertà, voglia di viaggiare, tristezza, amore o quel puro sentimento del “non me ne frega un cazzo” era fuori”.
Le voci ospiti sono quelle di Anika, Sune Rose Wagner dei The Raveonettes, Midwife, Tan Cologne, Emma Acs, Sakura e lo stesso Bjerre. “Sapevo fin dall’inizio esattamente chi volevo che cantasse in queste canzoni: persone che rispetto profondamente e che già sentivo nella mia musica, amici e alcuni con cui non avevo mai lavorato prima”, spiega Trentemøller. “Sono piuttosto timido, a dire il vero, e questo ha dato ai cantanti la privacy necessaria per aprirsi davvero”.
Le registrazioni vocali sono state realizzate a distanza, spesso nelle case degli interpreti. “Non ci siamo mai incontrati in studio. Tutto è stato scambiato a distanza. Per me ha funzionato perfettamente”. In “Visceral”, Sakura canta su un paesaggio di chitarre e texture che evocano motori a reazione; “Your Love Walks Alone”, affidata a Sune Rose Wagner, affonda invece in una pesante coltre di fuzz industriale. “Johnny Boy” vede Anika piegare il suo Sprechgesang a una base kraut-rock, mentre “Halved”, con Midwife, si muove fra fragilità melodica e atmosfere notturne.
“Coyote”, sostenuta da synth, feedback e chitarre abrasive, è l’unica canzone dell’album di cui Trentemøller ha scritto personalmente il testo. “È quella sensazione di avvicinarsi a qualcuno e scoprire che la vicinanza ti ha fatto amare quella persona meno, non di più”, spiega.
“Non sono mai stato molto bravo a farmi dire cosa fare”, aggiunge il musicista. “Non seguo davvero le tendenze e non penso secondo gli algoritmi”. E dal vivo intende presentare integralmente il nuovo lavoro: “Per la prima volta in assoluto suonerò tutto il disco, dall’inizio alla fine. Ogni singola canzone”.
Ecco la tracklist dell’album