Tricky: il pioniere del trip-hop in Italia per un’unica data

29-01-2026
Tricky sarà protagonista di un concerto esclusivo nei Giardini di Triennale Milano, dove presenterà un set speciale affiancato dalla vocalist Marta Zlakowska.
Il pioniere del trip-hop, all’anagrafe Adrian Nicholas Matthews Thaws, farà tappa in Italia per un’unica data giovedì 9 luglio 2026. I biglietti, al costo di 30,45 € più prevendita, saranno in vendita a partire dalle 10 di venerdì 30 gennaio sui circuiti Ticketone, Ticketmaster, Tickets.triennale.org e DICE.fm.
La performance sarà costruita come una rilettura del suo repertorio storico, accompagnata da un impianto visivo progettato appositamente per l’occasione e dalla presenza costante di Marta Zlakowska, voce già centrale nelle più recenti evoluzioni del suo percorso artistico.

Dopo "Fall To Pieces" del 2020, Tricky è tornato nel 2024 con il progetto Theis Thaws e l’album "Fifteen Days", realizzato insieme al produttore parigino Mike Theis. Il lavoro si muove tra elettronica, synthwave e techno e include i singoli "Frozen Rivers" e "Fly To The Ceiling", quest’ultimo pubblicato anche in una versione remix firmata da David Holmes. Tra i contributi vocali figurano Rosa Rocca-Serra, Run Red e Lucy La Duskdei, nomi legati all’etichetta False Idols, fondata dallo stesso Thaws nel 2013.

Sangue misto africano, irlandese e giamaicano nelle vene, Adrian Thaws alias Tricky è un bluesman prestato alla generazione rave, capace di filtrare e manipolare il materiale più disparato. Erede del disordine entropico di Sly Stone, Tricky resta snodo centrale della musica del secolo scorso. Se l'aura dei Massive Attack si librava nell'etere come ipotesi di sound-system dreamy e i Portishead confinavano la loro opera di "riciclaggio attivo" a lounge-jazz, soul e colonne sonore di spy movie, Tricky è il black hole, la discarica emotivo-semiotica di un'intera civiltà sonora. L'ideale punto di contatto fra dub, hip-hop, funk, electro, blues, gothic, synth-pop, indie-rock e molto altro ancora. Cherubino satanasso che si fa beffa delle etichette e gode nel tenere un piede in due scarpe (arte "alta" e cultura pop, rumore e melodia). Un'isolata e altrimenti inimmaginabile ipotesi di b-boy "isolazionista". La "cosa" più avantgarde partorita dalla scena trip-hop bristoliana.

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