GROUPER - Way Their Crept

2005 (Free porcupine society)
dark ambient, drone

La compositrice Liz Harris nasce nel 1980 a West Marin, affacciata sulla costa californiana dell’Oceano Pacifico. Legata spiritualmente ai parametri esoterici del mistico armeno Georges Gurdjeff, durante i primi anni Duemila intraprende una carriera solista dando così luce al progetto Grouper, il cui termine viene precedentemente utilizzato per descrivere i genitori dei bambini presenti a una comunità statunitense alla quale la Nostra prende parte per un certo lasso di tempo. Il suo primo lavoro omonimo (autoprodotto, 2005) viene pubblicato in edizione limitata, più specificatamente CD sleevecase color bianco: a venir fuori è un ambient drone rarefatto, pieno zeppo di idee curiose, tra le quali una distorsione imperante e dei synth freddissimi, trattenuti da un’attitudine genuinamente dispersiva.
Da sottolineare una precoce padronanza dei tappeti sonori – vagamente trascendentali e ben amalgamati all’atmosfera notturna – anticipatrice delle texture sonore che caratterizzeranno quello che di lì a poco verrà considerato il suo album più ambizioso.

Difatti, durante lo stesso anno, Harris entra a far parte dell’etichetta di musica indipendente, elettronica e d’avanguardia Free Porcupine Society, per la quale vengono prodotti alcuni lavori degli Xiu Xiu, i Deerhoof, i Current 93 e i 7 Year Rabbit Cycle.
Viene pubblicato lo spaesante “Way Their Crept”, avvolto in una lunga e sinistra suite dai caratteri minimalisti: strutturato come un disco di drone–dark ambient, le sonorità presentate si ampliano su movimenti astratti, particolareggiati dal lavoro di mixaggio dell’ingegnere del suono Pete Swanson, fondatore della band industrial–noise Yellow Swans, nonché tastierista nell’album Fabulous Muscles (2004) dei già citati Xiu Xiu.
La title–track, ricamata da un arrangiamento vocale bramante di massimalismo sonoro, sussurra all’orecchio dell’ascoltatore, preparandolo a una serie di sonorità inaspettate e coinvolgenti. Seguono la microtonale “Hold a Desert, Feel It’s Hand”, la tuonante “Second Skin/Zombie Wind”, l’embrionale “Sang Their Way” e così via.

L’esecuzione dilatata, i lontani echi, il suggestivo coinvolgimento atmosferico e le immagini evocative caratterizzano e non poco “Way Their Crept”, da molti considerato come il vero debutto di Harris, nonché tra le sue migliori produzioni.

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21/10/2026

Tracklist

  1. 1. Way Their Crept
  2. 2. Hold a Desert, Feel It's Hand
  3. 3. Second Skin/Zombie Wind
  4. 4. Sang Their Way
  5. 5. Black Out
  6. 6. Adorned
  7. 7. Close Cloak
  8. 8. Second Wind/Zombie Skin
  9. 9. Where It Goes
  10. 10. Untitled