Nato nel 2001 a Giarre, in provincia di Catania, mi sono sempre definito un genuino appassionato di cinema e musica. Mio padre Giuseppe e mio fratello Luca sono stati i motorini di avviamento per la mia personale crescita culturale: se il primo mi spingeva all’ascolto embrionale dei Pink Floyd di metà anni Settanta - oggi mi ritengo un fiero barrettiano - il secondo mi apriva un mondo in tenera età con l’horror gotico di burtoniana memoria e lo splatter alla Peter Jackson. Nell'estate del 2018, durante gli ultimi anni del Liceo Artistico, mi immergo nella poetica del rock progressivo, rimanendo legato al genere per due anni netti. Nel 2020 mi iscrivo all’Accademia di Belle Arti di Catania, presso il settore “estinto” Arti Tecnologiche: qui inizio ad interessarmi alla smagliante ricercatezza della new wave, alla sottocultura dark-punk, al fascino del free jazz e al sottobosco della no wave, venendo definitivamente travolto dalla brutalità del post-hardcore ed il noise rock. Amante delle monografie e intramontabile completista, da settembre 2025 studio all’Università di Studi di Torino, presso il corso CAM (Teatro & Musica).
Nel sottobosco prog italiano, un gruppo affascinato dalle tendenze kraut-rock dell’epoca, a metà tra la calma meditativa dei Popol Vuh, l’energia trasognata dei Neu! e le atmosfere notturne dei Tangerine Dream
Il jazz-rock intramontabile dei pinerolesi Dedalus, manifesto di un'epoca
L'artista, compositrice e performer britannica si esibisce in uno dei suoi più riusciti esperimenti pop-rock, varcando tutti i confini
Cristina Monet-Palaci, misteriosa diva newyorkese della no wave, nel suo manifesto personale
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