Elysian Fields

Bum Raps & Love Taps

2005 (Naive) | noir-rock, dream-rock

A due anni dal loro terzo album, "Dreams That Breathe Your Name", tornano Jennifer Charles e Oren Bloedow, ovvero gli Elysian Fields. Per chi non conoscesse questa band newyorkese, basti sapere che i due (con l'aiuto di collaboratori esterni, ovviamente, tra cui il fido Ed Pastorini alle tastiere) hanno dato vita, sin dalle origini, a una poetica sonora ben precisa, basata su strutture di rock dilatato e lento (senza suonare slo-core, però), riflessivo e spesso cupo, che si dipana come senza vita, scaldato solo dal suadente canto da sirena della Charles, proveniente dalla scuola di Hope Sandoval.
Ancora oggi, con "Bum Raps & Love Taps", gli Elysian Fields mostrano di essere ben ancorati agli anni Novanta e a sé stessi, dando alle stampe un disco nato e concepito vecchio, come se nulla intorno fosse cambiato. E in verità così facendo percorrono la strada giusta, dato che il risultato ripaga ampiamente.

"Lions in the Storm", morbido rock jazzato, contornato da violini e con colpi d'organo sullo sfondo; "Sharpening Skills", inquieta e sussurrante, con qualche tensione post nelle chitarre, mood oscuro sottolineato da stacchi di batteria e note sbilenche di piano; "Duel With Cudgles", rintocchi orientali su intrecci strumentali di piano, chitarra e riverberi di elettronica sino all'apertura in psych-rock, più convenzionale ma non meno bello: sono tutti brani in cui si mettono in evidenza mestiere, fantasia e qualità, riuscendo a trovare le giuste soluzioni per convincere.

Nella prima metà a incidere di meno è solo "Set the Grass on Fire", brano comunque gradevole, che monta un piglio più aggressivo, pur senza rinunciare alla vena psichedelica e guardinga delle altre composizioni. "Lame Lady of the Highways", ballata noir accompagnata da giri di chitarra dal sapore di bossa (con nel cuore un'ampia pausa a tinte oscure grazie a tamburi tribali, canto ipnotico e frattaglie rumorose), si associa invece al livello della maggioranza.
Agli Elysian Fields manca forse solo il colpo da ko. Ed eccolo subito giungere, anticipato e promesso da "When", trasognato dream-pop per voce, pianoforte e pochi orpelli: trattasi della title track, altra lunga romanza, stavolta per piano e chitarra, intessuta e cesellata con grazia e capace di altissimo coinvolgimento emotivo.

Gli Elysian Fields non sono una band brillante per definizione e le loro architetture decisamente poco immediate ci mettono un po' a rapire: eppure alla fine indovinano sempre il giusto giro di ogni pezzo, con lampi valorosi e capaci di toccare in profondità, riuscendo a unire sostanza alla forma. Saranno anche fuori dal tempo: beh, chissenefrega.

(29/06/2006)

  • Tracklist
  1. Lions in the Storm
  2. Set the Grass on Fire
  3. Sharpening Skills
  4. Duel With Cudgles
  5. Lame Lady of the Highways
  6. When
  7. Out to Sea
  8. Bum Raps & Love Taps
  9. We're in Love
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