GRAHAM COXON - Castle Park

2026 (Transgressive)
beat, britpop

Non si può dire che Graham Coxon si sia risparmiato in questi ultimi anni. La ritrovata attività con i Blur, e ancora le tre colonne sonore in cui si è cimentato, senza contare il progetto The Waeve messo in piedi insieme a Rose Elinor Dougall, sono tessere di un mosaico tanto vasto quanto vivace nelle diverse sfumature cromatiche. Al chitarrista inglese potremo perciò perdonare di aver lasciato nel cassetto per dodici lunghi anni il repertorio solista, che esce infine sotto il nome di “Castle Park”, dieci canzoni nelle quali riecheggiano e si mescolano il sound britannico degli anni Sessanta – sempre loro, sì – e le reminiscenze personali del giovane Coxon.

Un doppio salto all’indietro, anzi triplo, considerando che brani e registrazioni risalgono al 2011: le stesse sessioni di “A + E”, per intenderci. Dalle cartoline gentilmente recapitate dal passato emerge il lato più spassionato e per certi versi sincero, artisticamente parlando, di Graham Coxon: un musicista appassionato di un’epoca, di un sound, delle possibilità di rievocare tutto questo imbracciando la chitarra e posizionandosi davanti un microfono.

Di fondo, il mood è perlopiù scanzonato e leggero, come ben testimoniano i primi due singoli pubblicati, “Billy Says” e “Alright”, opportunamente piazzati a inizio scaletta, retaggi dell’educazione mod del Nostro. Addentrandosi nell’album, la questione si fa un po’ più complessa e variegata: si passa dal rock’n’roll di “When You Find Out” alle atmosfere umbratili e riflessive di “Isn’t It Funny” e “Forget Today”, dalla cavalcata spagnoleggiante “Dripping Soul” all’indie-rock naif di “There’s A Little House”, dalla soffice comfort zone di “Easy”, pezzo 100% Coxon-iano, agli approdi quasi da modern classical di “Mélodie Pour Christine”.

Album “ripescato” e che lancia la volata alla ormai prossima riedizione dell’intero catalogo dell’inglese, “Castle Park” traduce in musica l’idea di Inghilterra riprodotta sulle cartoline che campeggiano in copertina: un luogo idilliaco, rassicurante e confortevole, talmente vagheggiato e forse anche stereotipato da diventare reale.

21/06/2026

Tracklist

  1. 1. Billy Says
  2. 2. Alright
  3. 3. When You Find Out
  4. 4. Isn't It Funny
  5. 5. There's A Little House
  6. 6. Easy
  7. 7. Dripping Soul
  8. 8. Forget Today
  9. 9. Mélodie Pour Christine
  10. 10. All The Rage

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