PULSE - Pulse

2005 (Pippola music)
elettronica, funk, jazz

E’ un lavoro intensamente creativo l’esordio di Pulse su Pippola

music, nuova indie label nata da un’idea dell’ex Pankow Paolo Favati. Deus ex

machina ne è Marco Galardi, che riversa nel progetto quindici anni di esperienza

come batterista e collaborazioni eccellenti con Jazz Zero Grup, Govinda, Indo

European Music Ensamble, Arup Kanti Dhas tra gli altri.

Pulse vanta svariate

sorgenti di ispirazione , insolite contaminazioni, polluzioni sperimentali che

ne rendono difficile la catalogazione. Pare comunque di cogliere tra le diverse

sfumature una certa attitudine oscuro/ossessiva di matrice elettronica, scuola

Antler, ma anche robuste digressioni jazzy di un Miles Davis visto attraverso

lenti Tuxedomoon.

La

struttura portante delle composizioni è imbastita intorno solidi pattern

percussivi, che assicurano compattezza armonica, funzionali a veicolare

un’identità di suono fortemente massimalista. La batteria pesta, incespica,

realizza stop and go funkeggianti, sempre in primo piano nel dettare le linee

guida del pezzo. Si va dal blues cibernetico di “Uncles”, che si fregia di una

intro ambient-techno-transglobale alla Banco de Gaia, alla psichedelia di

“Aracnos”, reminiscenza floydiana incastonata in una

pulsante struttura dub.

Ma la musica è così densamente criptica da non

consentire l’azzardo di una caratterizzazione iconico-visiva; si regge

sull’aggregazione di elementi apparentemente distanti, su architetture cyberpunk

e latrati chitarristici, accenni trip-hop che sferragliano in improvvisi

martellamenti ritmici.

Si ha l’impressione che Pulse faccia affidamento

all’estro dei singoli musicisti più che su un preciso manifesto

programmatico/concettuale, il che non inficia comunque la riuscita complessiva

del disco, come dimostra l’altresì ottima “Light”, funk-style anno 3020 e

l’ambientale vertigine davisiana di “Sal’AAM aleicum”, a trovare un ideale punto

d’incontro tra materialità e trascendenza. Straniante “Il genio della lampada”

nel suo aggrovigliarsi in un minaccioso crescendo dronico appena stemperato dal

suono della sarangi, bagliore orientaleggiante tra costruzioni post-industriali.

Eppure tra le gelide geometrie angolari di Pulse sembra a volte di

percepire una sorta di saudade pre-moderna, un debole lamento che è desiderio di

un’innocenza originaria più che spinta verso una futuribile (ancorché già

compiuta) estetica digitale.

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30/04/2026

Tracklist

  1. 1. Kind Of Man
  2. 2. The Uncles
  3. 3. Dangeridoo
  4. 4. K
  5. 5. Sal'AAM Aleicum
  6. 6. Aracnos
  7. 7. Light
  8. 8. Chafanga's Time
  9. 9. Il genio della lampada

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