Amon Tobin

Chaos Theory: Splinter Cell 3 Soundtrack

2005 (Ninja Tune) | drum 'n' bass

In attesa di dare un seguito a "Out From Out Where", disco del 2002, l'ultimo di una serie di lavori (cinque in sette anni) con i quali è riuscito a fondere, con maestria e grandissimo talento, musica da ballo, jazz e arrangiamenti classici, Amon Tobin si è lanciato in vari progetti alternativi. Dopo un album di remix e un live set, Tobin si è visto commissionare una colonna sonora per un videogame, "Splinter Cell 3".

In casi del genere dovrebbe avvenire una doppia valutazione dell'operato del musicista. La prima, in caso di acquisto del videogame, vedendo come la musica vi si abbina; la seconda, in caso di acquisto della colonna sonora, giudicando la musica "nuda". Ed è questo il caso di chi, come me, si ritrova fra le mani questo "Chaos Theory: Splinter Cell 3". Eppure quello che preme sottolineare inizialmente è il plauso da fare a Tobin riguardo la prima delle suddette ipotesi. Le atmosfere cupe e reiterate, cesellate con grande qualità e perizia, riescono benissimo a rendere quel senso di claustrofobia necessario accompagnamento del gioco: "The Lighthouse" si snoda su un giro di violoncello, insistente e aggredito da rumori elettronici, abile nel disegnare un ambiente ossessivo, con pulsazioni di batteria a scandire il crescendo di tensione; "Ruthless" invece si fa spazio lentamente con i suoi tetri campanellini, ma non molla mai la presa, sviluppandosi ad andatura nervosa e svelta, senza respiro. Una vera e propria manna per un giocatore, come dicevo.

L'ascoltatore "semplice" gode in misura di gran lunga inferiore; anzi non gode affatto. Le idee, pur di livello, di Tobin sono bloccate dal badare troppo alla funzionalità: allo spunto non segue mai il doveroso sviluppo, e il tutto indugia nel manierismo. E' questa la linea: il notturno di paese di "Kokubo Sosho Stealth" (note di piano, batteria e il solito sfondo classico/elettronico molto personale) vien presto a noia; la sua versione da guerra, "Kokubo Sosho Battle", con fiati e tamburi tribali, risulta, su disco, inutilmente pacchiana. Qualche altro pezzo è invece insipiduccio di per sé, come "El Cargo", costruita intorno a un semplice giro di basso non sostenuto adeguatamente. Non manca però qualche guizzo a sorpresa: Tobin riesce a rapire anche se imbrigliato quando si apre in paesaggi intrisi di romanticismo dark: parliamo dello stupendo "Theme From Battery", sviolinate e cori lirici, e della breve parentesi di "Hokkaido", spazzata da un vento nerissimo.

Concludendo. I momenti potenzialmente interessanti sono in maggioranza, ma tutto si ferma qui, alla potenza, dato che Tobin traduce pochissimo in materia, allungando gli spunti con brodino di classe, che svilisce davvero troppo il puro aspetto musicale. Essendo poi probabile che nel disco non siano convogliati i frutti della ispirazione migliore, il rimpianto aumenta e/o si attenua a seconda dei punti di vista. "Chaos Theory: Splinter Cell 3 Soundtrack" può tornarsene bellamente sullo scaffale: meglio aspettare la gallina domani.
  • Tracklist

1. The Lighthouse
2. Ruthless
3. Theme From Battery
4. Kokubo Sosho Stealth
5. El Cargo
6. Displaced
7. Ruthless (Reprise)
8. Kokubo Sosho Battle (adapted from Cougar Merkin)
9. Hokkaido
10. The Clean Up

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