Killing Joke

Hosannas From The Basements Of Hell

2006 (Cooking Vinyl) | industrial

Starò qui ad annoiarvi ricordandovi su chi sono i Killing Joke? No, dai. Starò piuttosto qui a dire che la seconda (o terza) giovinezza del gruppo, inaugurata dall'interessante ma discontinuo album omonimo uscito tre anni fa, inizia a dare frutti degni del nome e della storia di una delle band più geniali, preveggenti e influenti della storia del rock.
Carichi come di consueto di furia, disgusto e frustrazione, e capaci come non mai di canalizzare le loro cattive inclinazioni in canzoni maestose e avvincenti, Jaz Coleman e Geordie Walker (unici superstiti della formazione originale) tornano con uno dei loro album migliori, una raccolta kolossal (62 minuti) di inni da battaglia urbana come solo loro sanno confezionare.

Registrato a Praga con Mark Lusardi al mixer, "Hosannas" si snoda dunque su brani particolarmente lunghi, ma non troppo articolati né, va detto, molto originali perlomeno per gli standard del gruppo. Brani che in ogni caso convincono e a volte entusiasmano, forti di una bruciante intensità, di un suono che non concede la minima pausa, un suono incisivo e esplosivo come ai tempi di "Extremities, Dirt And Various Repressed Emotions", capolavoro datato 1990.
Spietato e disperato come sempre il ruggito di Jaz Coleman, tanto rabbioso quanto annichilito in un terrore primordiale, e in combutta con le arroventate chitarre di Walker e l’indemoniata sezione ritmica, ridisegna come se nulla fosse le coordinate del crossover (la martellante, tiratissima "Implosion") e si lancia in invettive espressioniste come la sorprendente "Invocation", appassionante blob di immagini di guerra, violenza, sopraffazione. E se davvero non sapete chi siano i Killing Joke, allora scopritelo attraverso lezioni di storia del metal-industrial come la straordinaria title track , brano di devastante drammaticità, come "Majestic" o come quel furibondo assalto a testa bassa che è "Lightbringer", dieci minuti a passo di carica senza perdere un colpo. Esaltante. Sonorità in effetti di cui oggi ne abbiamo piene le scatole, è vero. Ma i Killing Joke ne hanno diffuso i primi insidiosi germi con un decennio abbondante di anticipo, e oggi, dopo quasi trent’anni di sofferta carriera, hanno il pieno diritto di risalire in cattedra e dimostrare che questa musica la sanno ancora fare meglio di legioni di più o meno giovani imitatori.

E se da un lato Jaz e Geordie ammiccano al nu-metal con l'epica "Gratitude", mostrando però qualche incertezza, dall'altro sanno ancora sfornare classici che rasentano la perfezione come l'iniziale, entusiasmante "This Tribal Antidote", altra perla da aggiungere al loro già inimitabile repertorio. Confermando un ritrovato stato di forma e una urgenza espressiva che ha quasi del miracoloso, se si pensa che questi meravigliosi hooligan del rock britannico sono in giro dal 1979, "Hosannas" ci mostra una band ancora capace di fotografare alla perfezione un mondo che oggi come allora affonda in paure e tensioni, violenza e degrado sociale, morale, politico, e ci dice che della new wave è ancora vivo e attuale il senso più profondo, non solo i suoni di superficie.
Dirompente e necessario.

(04/05/2006)

  • Tracklist
  1. This Tribal Antidote
  2. Hosannas From The Basements Of Hell
  3. Invocation
  4. Implosion
  5. Majestic
  6. Walking With Gods
  7. Lightbringer
  8. Judas Goat
  9. Gratitude
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