Nina Nastasia

On Leaving

2006 (Fat Cat / Wide) | songwriter

Cambio di casa discografica ma sempre Steve Albini in regia a garantire il suo suono asciutto limpido ed efficace al tutto, probabilmente perché ancora innamorato come non mai (così come lo era il compianto John Peel) di questa delicata cantautrice con sede a New York. In seguito al bellissimo debutto "Dogs", di paragoni se ne sono sprecati tanti davvero, da Joni Mitchell a Lisa Germano, passando addirittura per Sheryl Crow o Liz Phair.

Nina ormai è definitivamente Nina Nastasia, nel bene o nel male.
Nel bene per la grazia soffice, soffusa e penetrante che ogni sua canzone emana e nel male perché magari, sia "Dogs" sia "Run To Ruin" si possono considerare dischi più ispirati e perché, se il cantautorato ricolmo di spleen in punta di piedi, ma col cuore rigonfio di dolce dolore, sorretto da lievi arpeggi chitarristici non è nelle corde di chi ascolta, "On Leaving" potrebbe passare inosservato. In questo caso, peccato, perché ogni melodia e ogni testo e ogni respiro delle composizioni di questo disco meritano almeno un ascolto, se non altro per provare a scalfire la propria sensibilità… e magari rimanere ammaliati da ballate dolenti, ma con un retrogusto pacificatore dell’animo, come "Brand Haunt A Party" e "Counting Up Your Bones", sorrette l’una da una sezione ritimica non ingombrante e l’altra da punteggiature di pianoforte che appaiono qua e là anche nel resto del disco senza mai apparire fuori posto.

A seguire, la filastrocca amarognola di "Dumb I Am" e "Why Don’t You Stay Home", probabilmente la vetta melodica del cd insieme alla maestosa, nelle sue alternanze vuoto/pieno, "Treehouse". Poi tutto cala un po’, scivolando, a tratti leziosamente, sui ritmi e le armonie cullanti di "Settling Song" ,"Bird Of Cuzco" e della conclusiva "If We Go To The West".

Come ha dimostrato questa annata, il folk è ancora vivo e dispensatore di emozioni e, come conferma questo disco, lo è anche Nina, seppure un po’ troppo uguale a se stessa, scoglio contro cui tutti si scontrano prima o poi e su cui ogni tanto, come in questo caso, si può anche sorvolare.

(05/12/2006)

  • Tracklist
  1. Jim’s Room
  2. Brad Haunts A Party
  3. Our Day Trip
  4. Counting Up Your Bones
  5. Dumb I Am
  6. Why Don’t You Stay Home
  7. One Old Woman
  8. Treehouse Song
  9. Lee
  10. Settling Song
  11. Bird Of Cuzco
  12. If We Go To The West

Nina Nastasia su OndaRock
Recensioni

NINA NASTASIA

Outlaster

(2010 - Fat Cat Records)
Sesto lavoro per la folksinger californiana, con Steve Albini confermato in veste di produttore

NINA NASTASIA

Dogs

(2004 - Touch And Go / Wide)

NINA NASTASIA

The Blackened Air

(2002 - Touch & Go)

Nina Nastasia on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.