Owen

At Home With Owen

2006 (Polyvinyl) | songwriter

Owen è lo pseudonimo dietro il quale si nasconde Mike Kinsella, musicista di spicco della scena indie di Chicago, che ha militato come batterista nei Cap’n’ Jazz, negli Owls e nei Joan Of Arc. Sua creatura sono anche gli American Football, gruppo estemporaneo che, qualche anno fa, ci ha regalato un album omonimo ed un e.p. di splendida fattura, dove il rock cerebrale delle band degli esordi si coniugava felicemente con esuberanti e contagiose melodie pop. Da circa cinque anni, però, è con il nome di Owen che il nostro dà libero sfogo alla sua creatività con un progetto solista che è giunto, con “At Home With Owen”, al suo quarto capitolo.

 

Il nuovo album è prodotto dallo stesso Mike, in collaborazione con il sodale e cugino Nate Kinsella, che suona anche sull’album, e con Brian Deck, già artefice del suono, tra gli altri, degli Iron & Wine.

 

Il registro che Mike Kinsella predilige è quello acustico e anche questo nuovo lavoro non si discosta dalle coordinate stilistiche tracciate dai precedenti album. In questo caso si tratta di otto ballate dove è la chitarra, sia acustica che elettrica, a farla da padrone, accompagnata, di volta in volta, dal piano, dal violoncello e da leggere percussioni che costituiscono un tappeto sonoro perfetto per la fragile e delicata voce di Owen. Ed è proprio la voce il fulcro di tutto il lavoro: i testi che Mike Kinsella scrive sono delicati, romantici, ma non stucchevoli, realistici senza essere cinici.

 

L’album si apre con “Bad News”, nella quale la musica, subito dolce e carezzevole, si accompagna a versi crudi e diretti che disegnano la storia di qualcuno che crede di essere arrivato, ma in realtà, forse, non è mai partito (“Whatever it is you think you are you aren't.…”). E’, però, il secondo pezzo ad elevarsi su tutti e a poter essere considerato, a buona ragione, il picco di tutta la produzione solista di Owen. “The Sad Waltzes Of Pietro Crespi” affronta il tema dell’amore con un registro sobrio e realistico ma al tempo stesso intriso di passione e speranza: “Could you love someone enough? After all you've had and you've lost? It's a simple question and I'm only asking cause I don't want to die alone”. Owen apre, in questo brano, il proprio cuore e confessa i suoi timori, le sue paure, ma anche la speranza di un futuro pieno di sentimento, ed anche a noi, come al protagonista del brano, sdraiati sul letto, in attesa dell’amata, pare quasi di ascoltare i tristi brani suonati da Pietro Crespi, personaggio minore, ma suggestivo e romantico, del capolavoro letterario “Cento Anni di Solitudine”. La musica che accompagna le parole di Mike Kinsella, infatti, ha le stesse caratteristiche di sobrietà e schiettezza: una chitarra suonata fingerpicking, una batteria che quasi imita il battito cardiaco e sparse note di pianoforte che, senza quasi volerlo, spezzano il cuore.

 

L’album procede analizzando vari altri aspetti della vita: “Bag Of Bones”, anch’essa caratterizzata dalla chitarra acustica, azzarda un paragone tra un incidente ed un rapporto amoroso, “Use Your Words”, nella quale il ritmo, sempre comunque soffuso, si alza un po’, e dove l’inserimento di un violino movimenta ulteriormente il sottofondo musicale, parla di libri e dell’importanza che questi rivestono per tante persone. È solo con “A Bird In Hand” che ritorna il tema dell’amore, anche questa volta analizzato con trasporto e sobrietà al tempo stesso. “Windows and Doorways” ha a che fare, sia musicalmente che nelle liriche, con il dolore per la perdita di un amico.

 

La chitarra acustica apre anche l’unica cover dell’album: una versione del classico dei Velvet Underground “Femme Fatale” che, accompagnata da distorsioni di chitarra elettrica, tracce vocali sovrapposte e tastiere nascoste, dona al brano quel feeling così “velvettiano” da renderlo forse troppo simile all’originale. Ma, a ben vedere, sia il testo che l’andamento di questa canzone si adattano alla perfezione al fluire dell’album e preparano, in maniera egregia, all’ultimo brano, “One Of These Days”, nel quale, ancora una volta, l’amalgama di piano e chitarra acustica, con delicatissimo intervento del violino, fanno da sfondo ad un pezzo che potrebbe colpire nel profondo chiunque si sia cimentato con la dura vita dell’artista: “One of these days I'll make some money and buy myself those things that I want. Acrylic paints, acoustic guitar strings. A new bicycle seat for my ride over to your house each night. One of these days I'll get a real job….”.

 

Tirando le somme il nuovo lavoro di Owen è sicuramente quello più centrato e coinvolgente tra le sue produzioni: caratterizzato da otto episodi, tutti di alto livello emotivo e musicale, e con un pezzo, almeno uno (“The Sad Waltzes Of Pietro Crespi”), che colpisce diritto al cuore. L’arpeggio della chitarra acustica, sparse note di piano e tastiere, percussioni leggere e la fragile ed emozionante voce di Mike sono i semplici ingredienti di questo album che, pur senza pretese, regala all’ascoltatore più attento attimi di trasporto e di riflessione che spesso, in produzioni più “blasonate” e “pubblicizzate”, sono una chimera.

 

(02/11/2006)

  • Tracklist
  1. Bad News
  2. The Sad Waltzes Of Pietro Crespi
  3. Bags Of Bones
  4. Use Your Words
  5. A Bird In Hand
  6. Windows And Doorways
  7. Femme Fatale
  8. One Of These Days
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