Patrick Watson

Close To Paradise

2006 (Secret City Records / V2) | folk-rock, songwriter

Patrick Watson, Patrick Watson, Patrick Watson, vorremmo ripeterlo dieci cento mille volte questo nome, perché siamo certi che potrebbe piacere molto al pubblico italiano, eppure, come spesso accade, è stato lanciato in sordina. E dire che "Close To Paradise" - il secondo album della band canadese, il primo licenziato da Secret City Records/V2 - suona come se i Radiohead vivessero in Texas e suonassero col gusto dei Calexico in jam con i Low. Un album eccezionale: ottime canzoni, originali, commuoventi, connotate da un gesto musicale spontaneo, dunque vissute. Sono canzoni che non stancano neppure dopo ripetuti ascolti, e dal vivo sono suonate con trasporto e intensità.

A quanto pare, però, o si è pro-Patrick Watson o si è contro-Patrick Watson. Pitchfork Media guida i detrattori con un voto 5.2; i critici del Polaris Prize (il Mercury Prize canadese, mica poco) guidano i sostenitori: hanno infatti attribuito il prestigioso premio al giovane gruppo canadese, preferendolo a nomi di punta come Feist, Junior Boys, Arcade Fire, The Dears. Fanno parte della seconda fazione anche i tipi della Cinematic Orchestra, che hanno voluto Patrick Watson a cantare "To Build A Home" per il loro ultimo lavoro "Ma Fleur": un brano con accompagnamento pianistico confortato da archi, che avrebbe tranquillamente potuto far parte di "I Am A Bird Now" di Antony and the Johnsons.
Pitchfork, in sostanza, accusa Watson di puntare troppo in alto (tra le "influenze" su Myspace sono citati, tra gli altri, Debussy, Satie, Jeff Buckley, Nick Drake) senza riuscire però ad andare oltre a un sound innocuo e di scarsa creatività. A nostro avviso, invece, "Close To Paradise" è un album genuino, che trasuda intensa passione.

Si parte con la title track, che evoca la leggerezza del mattino sbiancato dalla brina, il viaggio prosegue su tonalità più scure con "Daydreamer" e la dolcissima ninna-nanna "Slip Into Your Skin" (idealmente poi ripresa in "Man Under The Sea"). I temi affidati al pianoforte creano sovente tappeti melodici su cui s’imprimono effetti post-rock e leggerezze ritmiche, anche di stampo jazz. Ma c'è spazio anche per la tradizione folk: basti pensare al ritmo train di "The Storm", all’uso sporadico del banjo e ad alcuni cori che riportano alla mente ambientazioni west coast.
Un songwriting ispirato unito a un gusto raffinato per gli arrangiamenti (dove un pianoforte classico amplifica la distorsione degli accordi aperti di chitarra) è rintracciabile non solo nella preziosa "Luscious Life" (con Jeff Buckley dietro l'angolo), ma anche in "Drifters" (con il giro crescente di basso più pianoforte) e nella splendida "The Great Escape".

Per concludere, "Close To Paradise" costruisce un suono personale, pur non nascondendo le illustri fonti di ispirazione, e chiama in causa una buona quantità di emozioni, pur scorrendo leggero e incantevole.

(17/06/2008)

  • Tracklist
  1. Close To Paradise
  2. Daydreamer
  3. Slip Into Your Skin
  4. Giver
  5. Weight Of The World
  6. Storm
  7. Mr. Tom
  8. Luscious Life
  9. Drifters
  10. Man Under The Sea
  11. Great Escape
  12. Sleeping Beauty
  13. Bright Shiny Lights
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