Weegs

The Million Sound Of Black

2006 (Hungry Eye) | art-rock

Come è possibile che una ridente regione qual è la California partorisca di tanto in tanto figli così degeneri? Si, perché se nei primi anni Ottanta i gruppi ruotanti nell’orbita Ralph/Subterranean fornivano un’importante reinterpretazione dell’oscurità in musica, se a metà dello stesso decennio la scena trance locale partoriva un suono ipnotizzante, al confine tra dark-punk e psichedelia, oggi una nuova generazione di folli art-rockettari cerca di comunicarci che la California non è esclusivamente sole, spiagge e ragazze in bikini.

Qualche tempo fa su Onda Rock avevamo segnalato i Vanishing, da San Francisco, che tra ritmi ossessivi e sensibilità goth, rinverdivano i fasti batcave e positive punk . Oggi è il turno dei Weegs, quattro bizzarri ragazzi che in verità ci avevano già positivamente impressionato con l’esordio "Meat The Weegs" del 2004. E questi sono davvero a(sub)-normali. Travestimenti improbabili, attitudine freak, e, soprattutto, una musica che sa farsi cupa e aggressiva quanto scanzonata e lunatica. Parliamoci chiaro, nulla di nuovo, ma le canzoni risultano talmente accattivanti, che il vizio d’originalità può essere tranquillamente perdonato, considerando che i nostri eccellono in genio rielaborativo. Lo scazzo è, infatti, poppy e divertente più che subliminale, più Ween che Residents insomma, ed è straniante scoprirlo in sonorità in odor di apocalisse post-industriale.

"The Million Sounds Of Black" si fregia di un suono stratificato e avvolgente, con ampio ricorso all’elettronica analogica, laddove il precedente lavoro, pur facendo abbondante uso di tastiere, metteva in bella mostra chitarre affilate come rasoi, al servizio di dissonanti epilessi garage .
Non considerando la comunque convincente "The Million Sounds", una sorta d’ambient antidiluviana che si trascina per tre quarti d’ora tra ronzii, fischi, note spettrali e implosioni distorte, i restanti otto pezzi brillano per essenzialità. E ci va di segnalare la bellissima "Aphid", come se Snakefinger e Renaldo and The Loaf si offrissero a mo' di backing band sintetica a un David Thomas urlante, mentre è strozzato da un capestro per l’impiccagione.

Ma nessuna operazione nostalgia, i Weegs sanno il fatto loro, anche se non riusciamo a spiegarci perché di tanto in tanto, da quelle parti, vengano fuori "fenomeni" del genere. X-Files governativi? Cibo transgenico? Esperimenti alieni alla "Il Villaggio Dei Dannati " di Carpenter? Mah…

(19/09/2006)

  • Tracklist
  1. Three Dicks
  2. Two And Three Eighths
  3. Daphid
  4. Sixty-Five MPH
  5. Rations
  6. Hot Dog Stand
  7. Transmission Futile
  8. Aphid
  9. The Million Sounds
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