Anekdoten

A Time Of Day

2007 (Virta Records) | progressive

"Finally we are on our way, where no man's gone, launching deep into the great unknown" sono i primi versi che arrivano alle nostre orecchie a pochi secondi dall’inizio di questo "A Time Of Day". Difficile non essere tentati dal farne una metafora del percorso artistico della formazione di Stoccolma. Dove nessuno ha messo piede: ora - in virtù delle evidenti fonti di ispirazioni degli Anekdoten, rinvenibili principalmente nel periodo storico degli anni 70 (nelle prime versioni di King Crimson, Pink Floyd, Pfm e in decine di altre sfumature che sfiorano anche i paesaggi ambient di Brian Eno), ma anche riscontrabili nella contemporaneità (Mogwai, Radiohead, Early Day Miners e un gusto new wave primi anni 80) - la loro alchimia costituisce certamente un unicum per equilibrio musicale e capacità di sintesi.

"A Time Of Day" prosegue e si evolve, come ogni altro album degli svedesi, a partire da dove il suo predecessore si era fermato: "Gravity" era stato un contenitore pregno di cambiamenti e di spostamenti di accenti dall’enfasi e dalla ricerca del passaggio ad effetto che aveva caratterizzato la fase più "prog" a una matura ricerca dell’ambientazione sonora, curata con il sapore sublime dell’essenzialità e, assieme, con il perseguimento di melodie forse più esposte, ma meno logorabili dal tempo e dalla ridondanza.
E così nel nuovo disco, un brano eccelso come "A Sky About To Rain" (e la sua coda "Every Step I Take", un crescendo post-rock così in odor di Explosions In The Sky) può costituire una sorta di tesi per un dottorato di ricerca in sincretismo musicale, tanto in esso convergono e collassano miriadi di esperienze e di sottotrame, fuse attorno a una colata lavica melodica, da permetterci di dire che, sì, gli Anekdoten hanno ormai scavato un solco unico in un terreno pieno di influssi dei quali è impossibile rintracciare l’origine.

Altrove il gioco del riconoscimento è più semplice: vedi "In For A Ride", una sorta di potenziamento del Caravan-pensiero, in "King Oblivion", dove riemergono chiari echi degli Ultravox, o in "30 Pieces", che cerca di riscattare la purezza più emozionale della filosofia progressive.
La chiusura è affidata alla mesta "Prince Of The Ocean" ("...passando a rassegna memorie, dissezionando sogni, cercando visioni e grandi schemi perduti, idee mezze crude sono tutto ciò che ho trovato, nessuna guida per il mio futuro, nessuna prospettiva di ciò che diverrò...." : il testo di Jan Erik Liljeström è un buco nero nell’anima), che costituisce un episodio inedito nella storia della formazione svedese, arrivando a lambire gli struggenti versanti dei No-Man di "Together We’re Stranger".

Forse non ci sentiamo propriamente lanciati e persi nelle profondità del "Grande ignoto" evocato dalle prime parole di "A Time Of Day", ma è sempre dolce naufragar in questo mare.

(30/07/2007)

  • Tracklist
1. The Great Unknown 
2. 30 Pieces
3. King Oblivion
4. A Sky About To Rain 
5. Every Step I Take
6. Stardust And Sand
7. In For A Ride
8. Prince Of The Ocean
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