“Fluorescent Grey” serve a tastare il polso: i Deerhunter convergono, poco alla volta, verso un’armonia di intenti e direzioni, dopo l’erma bifronte di un interessante, ma con le dovute precauzioni, “Cryptograms”.
Un Ep di quattro brani per maturare ancora, convinti, come siamo, che il prossimo disco possa davvero essere quello della definitiva consacrazione. Quattro canzoni che mettono in rotta di collisione tutte le loro influenze, camminando spedite verso una psichedelia condita con echi garage, venature spacey e tentazioni melodiche di ascendenza sixties. Il tutto, mentre la forma canzone prende piede senza troppe astrazioni, pienamente consapevole del suo compito, anche se, poi, a conti fatti, un non so che di “già sentito” serpeggia minaccioso.
Eccola, quindi, la ninna nanna della title track, un dolce candore che si risolve in una coda di distorsioni galattiche che subito pensi a dei Mercury Rev (quelli degli esordi) più contenuti. Poi, ovviamente, l’immancabile numero pop, un dondolare di testa dinanzi a simulacri di Stereolab bivaccanti (“Dr. Glass”). La moderazione sembra essere la nuova parola d’ordine. Lo conferma, se ce ne fosse bisogno, anche lo shoegaze “sotterraneo” di “Like New”, anche se, ad onor del vero, “Wash Off” vola un tantinello più alto, motorik imbevuto di spazio (interiore) e acid trip interstellari.
E’ roba ancora una volta estremamente piacevole, eppure non è ancora arrivato il momento di fare la voce grossa. Il prossimo passo ci dirà, finalmente, quanto valgono davvero questi quattro giovincelli di Atlanta.
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09/04/2007
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