Registrato in parte nel 1999 e in parte nel 2004, l'album di debutto dei bielorussi Rational Diet vede la luce solo oggi. Niente di nuovo sotto il sole la musica di questo "sestetto allargato", che è l'ennesima (e ottima) riproposizione degli schemi più rodati dell'avant-prog cameristico. Tanti i nomi che vengono in mente, ma la vivacità dei Rational Diet non teme confronti, riuscendo con classe e fantasia a destreggiarsi tra i canoni del genere: strutture esuberanti e raffinatamente spigolose (gli Henry Cow di "Leg End"), chitarre taglienti, rullante colorito (King Crimson), riferimenti al "solito" Stravinsky e alle sue sferzate d'archi (Univers Zero, Art Zoyd), temi e ritmiche est-europee (qualche gruppo a scelta tra Volapük, Débile Menthol, Aksak Maboul etc.).
Un ascolto piacevole e leggero nonostante la complessità delle strutture, e senza dubbio entusiasmante per ogni amante del genere.
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26/06/2007