Thrills

Teenager

2007 (Virgin) | pop

Pop all’ennesima potenza. Questo lo slogan migliore per catalogare la terza fatica dei Thrills, band irlandese che continua a restare in bilico fra mood canticchiabilissimi e incapacità di spiccare il volo. Il precedente “Let’s Bottle Bohemia” aveva attirato la curiosità di molti per via di questo sound facile facile, ma dai tratti volutamente e forzatamente “alt-pop”. Ed è proprio questo il vero limite di Conor Deasy e compagnia: i Thrills si confermano troppo inusuali per il grande pubblico, ma troppo easy per raccogliere i favori del popolo indie. Le melodie sono ben costruite, ma tutto appare come un gigantesco deja vu, per un album che funziona benino in spiaggia, ma fra le mura domestiche si scioglie come neve al sole a causa di una reale inconsistenza di fondo.

Già dall’iniziale “The Midnight Choir” è un trionfo di facilonerie, ganci buttati come ami in un mare pescoso, coretti che per l’ennesima volta attingono a piene mani da Beach Boys e affini.Si conferma il solito minestrone pop speziato di leggeri quanto inconsistenti rimandi country-folk (la slide che condisce “Teenager” e “Should’ve Known Better”, l’armonica di “I’m So Sorry”).I brani svelti sono esattamente intercambiabili fra loro: “This Year”, “Nothing Changes Round Here” “Long Forgotten Song”, tutti tremendamente orecchiabili, canticchiabili, fischiettabili, sprigionano allegria e buoni arrangiamenti, con efficaci incipit, ma di una leggerezza che dopo pochi minuti lascia spazio al tedio e all’indifferenza.

A volte le idee sono addirittura meno brillanti del solito, come nel caso della troppo cadenzata “Restaurant”, altre volte si gira chiaramente a vuoto, vedi la più malinconica “I Came All This Way”; se poi si abbassano troppo i bpm (la già citata “I’m So Sorry”) le cose non possono che andar peggio.La conclusiva “There’s Joy To Be Found / The Boy Who Caught All The Breaks” (in realtà due brani separati e distinti, anche se contenuti in un’unica traccia) con i suoi 6 minuti e mezzo non riesce a tirare su le sorti di un disco che a conti fatti è poco più che un pasticcio melodico estivo di cui ricorderemo ben poco fra qualche settimana.

Dublinesi che giocano a fare i mediterranei sognando spensierate spiagge spagnole e italiane. Distratti da futili amori estivi e da afose serate trascorse a tirare tardi, rischiano di non passare a settembre gli esami di riparazione.

Se il terzo album è quello della verità, è probabile che Deasy e compagnia dovranno ripetere l’anno.

(30/08/2007)

  • Tracklist
  1. Midnight Choir
  2. This Year
  3. Nothing Changes Around Here
  4. Restaurant
  5. I Came All This Way
  6. Long Forgotten Song
  7. I'm So Sorry
  8. No More Empty Words
  9. Teenager
  10. Should've Known Better
  11. There's Joy To Be Found/The Boy Who Caught All The Breaks
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