Thrills

Let's Bottle Bohemia

2004 (Virgin) | pop

Come tante delle next big thing dell'ultima generazione, anche gli irlandesi Thrills arrivano alla seconda prova. Il predecessore "So Much For The City" aveva presentato il quintetto alle prese con la California e i Beach Boys, immerso in un pop con venature country e folk. La benevolenza con cui era stato accolto in patria da pubblico e critica non aveva trovato riscontro oltremanica dove le stroncature erano state feroci (e non a torto). A distanza di un anno esce "Let's Bottle Bohemia", che aggiusta il tiro e le ambizioni del gruppo.

Abbandonati (praticamente del tutto: si salva solo qualche contrappunto di slide) country e folk, la nuova materia consiste in un pop (spesso) orchestrale che riduce le distanze tra sogno americano e realtà inglese.
Che il gruppo sia maturato è alquanto evidente, i Thrills sono diventati bravi artigiani e riescono a confezionare buoni arrangiamenti (anche grazie alla man santa di Van Dyke Parks in supervisione), ma è altrettanto evidente la mancanza di talento. Nelle dieci tracce non c'è presenza di guizzi di sorta (l'unico è il contrappunto di synth in "You Can't Fool Old Friends With Limousines"), e in più il disco presenta un gravissimo difetto per essere un disco di musica pop: la presenza di melodie di buon livello è pari a quella dell'acqua nel deserto. Nessuna è da buttare, ma nessuna si fa notare. Il risultato che si ricava dalla somma di queste due assenze è che pressoché nulla si distingue, nel bene e nel male (potrebbe notarsi un lieve calo nel finale, ma è dovuto più al fatto che la formula tende a stancare, che alla effettiva differenza qualitativa).

Oltre che sostanzialmente, anche formalmente la canzone che ci viene propinata è sempre la stessa: giro di pianoforte a costituire le fondamenta, svariati numeri e tipi di chitarre a irrobustire il suono, qualche orchestrazione e qualche synth in sede d'arrangiamento, tanti trilli e campanellini sparsi qua e là, batteria a scandire il passo marziale, accelerazioni, decelerazioni e cambi di ritmo, melodia orecchiabile ma tutt'altro che irresistibile e un cantato non spiacevole, ma tutto sommato monocorde. Il tutto prodotto in modo scintillante e replicato per dieci.

Praticamente non v'è nient'altro che valga la pena aggiungere, resta soltanto da trarre un'unica conclusione: "Let's Bottle Bohemia" non è un cattivo disco, è semplicemente un disco inutile.

(12/12/2006)

  • Tracklist

1. Tell Me Something I Don't Know
2. Whatever Happened to Corey Haim?
3. Faded Beauty Queens
4. Saturday Night
5. Not for All the Love in the World
6. Our Wasted Lives
7. You Can't Fool Old Friends With Limousines
8. Found My Rosebud
9. The Course of Comfort
10. The Irish Keep the Gate Crashing

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