Al loro secondo album dopo "Secret North", datato 2004, i piemontesi Fog In The Shell tornano con un nuovo concentrato di gelidi e spigolosi incroci tra math-rock e deviazioni metalliche. Apprezzabile l'impegno della band nel cercare di evitare sempre le soluzioni più scontate e prevedibili, resta un lavoro comunque canonico, che pure scorre con insospettata grazia, non di rado avvolto in un alone di fascino oscuro, aspetto che spiega l'interesse dell'esoterica label londinese Paradigms Recordings.
Pubblicato in edizione limitata ad appena 500 copie, "Private South" difficilmente potrà fungere da trampolino di lancio della band presso un pubblico più vasto, ma ha tutte le carte in regola per suscitare l'interesse di addetti ai lavori e appassionati del sottobosco post-metal.
01/03/2009
L’intimità del suono acustico per un quasi esordio d’autore
Un equilibrio raffinato tra canzone, ambient e orchestrazioni nel nuovo convincente lavoro dell'artista californiana.
Il mare quale punto di incontro per due virtuose sperimentatrici elettroacustiche
Un disco di alt-country moderno che unisce calore melodico e tinte crepuscolari
La nuova tappa, più intima e contemplativa, della band del produttore delle star
l debutto del trio romano, tra macchine autocostruite, registrazioni di campo e melodie sussurrate
La popstar tedesca trova finalmente la quadra grazie a un tuffo profondo nell'universo sonoro hyperpop
Songwriting robusto e dream-pop che guarda molto da vicino ai grandi del genere nell'esordio della band londinese