Mathilde Santing

Forty Nine

2008 (Epic -Sony-Bmg) | pop

L’incanto, la seduzione, la perfezione che accompagna ogni pubblicazione della cantante olandese non ha mai ricevuto il rilievo che meriterebbe. Tredici albumin ventisei anni di carriera che hanno rivisitato le pagine più belle del cantautorato internazionale, eccellenti dischi di canzoni originali come “Water Under The Bridge”, un importante album-tributo a Randy Newman (“Texas Girl & Pretty Boy”), e altri capolavori, come “Out Of These Dream”, “Breast And Brow”, “To Others To One”.

Nessun passo falso per la cantante olandese, nominata cavaliere dalla regina Beatrice: le sue cover sono intense e personali, gli arrangiamenti ridanno vita e spessore, la voce cattura l’essenza delle canzoni rendendole personali e vissute.
Grandi scrittori della musica americana come Todd Rundgren, Randy Newman, Stevie Wonder, Smokey Robinson, brani provenienti dal repertorio di Frank Sinatra, Ella Fritzgerald, Miles Davis, Ray Charles e infine una serie di riletture di compositori e gruppi new wave, come Green Gartside, Roddy Frame, Black, Comsat Angel, New Order, fanno parte del repertorio di una delle più belle voci femminili della musica moderna.

La sua voce è un corpo fisico autonomo: respira, bisbiglia, urla, consola, seduce, incanta, e non solo, come dimostra l’ultimo capitolo “Forty Nine”.
Mathilde Santing, dopo alcuni progetti originali, ha intrapreso con convinzione sempre maggiore la difficile carriera di interprete. E ora un buon nucleo di musicisti rock e jazz garantiscono versatilità e classe in questo nuovo lavoro, registrato a Utrecht.

La versione di “Maggie May” di Rod Stewart stupisce per intensità emotiva, la voce sradica l’essenza melodica del brano e la distende su parche note di piano classico. Ricca di soul e brio la bella “All In Love Is Fair” di Stevie Wonder, dove la voce di Mathilde duetta con la tromba di Jan Van Dukeren raggiungendo la perfezione.
Si confronta con mondi diversi, Mathilde, il jazz viene celebrato attraverso “All Blues” di Miles Davis, l’arrangiamento mirabile e reverente offre alla voce un buon tappeto dove dimostrare la maturità raggiunta dopo l’esperienza americana, sul versante opposto, la magica rilettura di “Ghosts”, che non soffre del confronto con l’originale di David Sylvian e dei suoi Japan: orchestrazioni da film noir, break minimali e voce intrisa di puro romanticismo, per una delle miglior cover version mai ascoltate.

Mentre nel precedente “Under Your Charms” venivano saccheggiati Josh Rouse e Tim Hutton, nel nuovo “Forty Nine” è John Mayer l’autore più rivisitato: elegante il pop-jazz di “Stitched Up”, seducente la malinconia di “Only Heart”.
Meno convenzionale la rivisitazione di “Going To A Town” di Rufus Wainwright, ripulita dalle esuberanze dell’originale, l’interpretazione di Mathilde è più poetica e delicata.
Arrangiamenti elaborati per “Sweet Tears", che sembra uscire dalle pagine di “Nightfly” di Donald Fagen, robusta e incisiva la rilettura di “Supply And Demand” di Amos Lee, che insieme ai due episodi meno interessanti - “Wheel” e “Shadow On The Wall” - completa con classe il nuovo album della cantante olandese.

"Forty Nine" è un disco che sfida le tentazioni contemporanee, realizzando la difficile arte del pop d'autore. Mathilde Santing non è un’altra brava interprete da aggiungere al catalogo della brave ma… , ma un raro esempio di artista con la A maiuscola che attende solo di essere sdoganata. Lasciatevi sedurre.

(15/07/2009)

  • Tracklist
1. Stitched Up
2. Sweet Tears
3. Wheel
4. All In Love Is Fair
5. Only Heart
6. Going To A Town
7. All Blues
8. Black Horse And The Cherry Tree
9.
Supply And Demand
10. Maggie May
11. Shadow On The Wall
12. Ghosts
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