Sparks

Exotic Creatures Of The Deep

2008 (Lil Beethoven) | synth-glam-pop

Un incerto pudore e una incontrollabile, schizofrenica ammirazione ha accompagnato il mio interesse per gli Sparks fin dai lontani esordi e soprattutto dall’inestimabile “Kimono My House”. Il loro percorso musicale ha sempre stuzzicato la mia fantasia: irriverenti, a volte populisti, eccentricamente chic, spesso fuori dal coro, gli Sparks vantano un repertorio originale e atipico.

“Exotic Creatures Of The Deep” fa seguito a un trio di album eccellenti che hanno rimesso al centro dell’attenzione di pubblico e critica il gruppo americano, famoso anche per il look hitleriano di Ron Mael. Il decadentismo del loro sound ha trovato in Europa la sua culla: tra citazioni di Kinks e David Bowie, la musica degli Sparks ha sempre mantenuto una sua caratteristica nevrosi ricca di humour.
Mai inclini all’autocelebrazione, eppure grandi compositori dall’ampio retaggio classico e rock, i fratelli Mael sembrano aver trovato con la maturità il loro perfect sound.

L’eccelso “Lil’ Beethoven”, ricco di sapienti spunti classici, manteneva inalterato lo spirito da cabaret decadente della loro musica, proiettandola nel futuro con risultati insuperabili. “Exotic Creatures Of The Deep” prosegue nel tracciato di una musica tra glam, disco-music, operetta e cabaret, con lo stesso gusto grottesco e frizzante di sempre. 
Per coloro che non hanno smesso di seguirne le evoluzioni sarà evidente una ancora maggiore propensione al pop in questo nuovo capitolo, grazie a episodi brillanti e accattivanti come “Good Morning” (novella “This Town Ain’t Big Enough”) e “Lightning Up Morrissey”, dai contorni  amabilmente rock, la tessitura classica-sinfonica è mitigata da una scrittura più semplice ma gli arrangiamenti restano elaborati.

Tra ballate morbide ("I’ve Never Been High"), frammenti cameristici ("Let The Monkey Drive") e delizie non-sense ("This Is The Renaissance”), gli  Sparks realizzano un altro importante tassello nella loro carriera quasi quarantennale, con una verve e una freschezza quantomeno invidiabile.
Lontani dalla normalizzazione di altre formazioni similari (perché no, anche i Roxy Music) i fratelli Mael si confermano capaci di stupire con un pop inusuale e geniale. Brani come“I Can’t Believe That You Would Fall For All The Crap In This Song” o “Likeable” celebrano il kitsch come nessun gruppo è mai riuscito o riuscirà a fare, ed “Exotic Creatures Of The Deep” è uno dei migliori antidoti alla stupidità di molta musica pop odierna.

(24/02/2009)



  • Tracklist
1. Intro
2. Good Morning
3. Strange Animal
4. I Can't Believe That You Would Fall For All The Crap In This Song
5. Let The
Monkey Drive
6. Intro Reprise
7. I've Never Been High
8. (She Got Me) Pregnant
9. Lighten Up, Morrissey
10. This Is The Renaissance
11.
The Director Never Yelled "Cut"
12. Photoshop
13. Likeable
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