DUDLEY CORPORATION - Year Of The Husband

2008 (Absolutely kosher)
alt-rock

I Dudley Corporation sono Mark, Joss e Dudley. I tre ragazzi vengono da Dublino e propongono un indie-rock chitarristico dalle tinte math che si concede facilmente ad aperture melodiche. Il trio è attivo dagli inizi del decennio e ha già sfornato due lavori: “The Lonely World Of The Dudley Corporation” (2001) e “In Love With The Dudley Corporation” (2003). “The Year Of The Husband”, questo nuovo disco targato 2008 non aggiunge nulla di nuovo al loro suono e non dice molto nemmeno in linea più generale.

Il disco si muove tra indie-rock e piccoli momenti avvicinabili molto approssimativamente al math-rock: frequenti cambi di ritmo, batteria eccentrica e imprevedibile (“Vapou Trails”). Più spesso troviamo aperture melodiche, con una voce femminile a fare d’accompagnamento, soave ed eterea. La chitarra abbandona raramente i suoi accordi maggiori per cercare di graffiare con una distorsione invero poco efficace (“Step Out”).

La band irlandese se la gioca molto su cambi improvvisi, su accostameni soft/loud delle melodie, facendo perno sulla voce, sempre molto varia e malleabile, riuscendo ad adattarsi a pezzi lenti vagamente radioheadiani (“Fool”) e ad accelerazioni improvvise in puro stile Pavement (“We Angled Our Shadows And Cast Them In Stone”, con un cantato pericolosamente simile a quello di Jeff Buckley).

Tra richiami alle cavalcate degli ultimi Muse (“Leave The Last Kiss”) e ballate da indie-rock canadese (“Aliens…”), il trio trova anche il tempo per una lunga prova di pop orchestrale con rimandi bucolici, tentando di rifarsi ai Mercury Rev di "Deserter’s Song" ma senza possederne le capacità (“Don't Give Up, Stupid”). Un’accozzaglia di influenze diverse che non serve ad altro se non a fuorviare spaventosamente chi le ascolta.

Un disco anonimo, senza carattere e decisamente fuori fuoco, che cerca di pescare un po’ dappertutto nell’immenso lago della “musica underground” che tanto ha caratterizzato il mainstream degli ultimi anni (la contraddizione è voluta). Personalmente non sono avezzo agli innumerevoli paragoni in sede di recensione, che spesso rischiano di non dare giustizia all'identità del disco sotto esame, ma con questo lavoro è impossibile fare altrimenti.

22/09/2008

Tracklist

  1. 1. The Lens Begin
  2. 2. We Agled Our Shadows And Cast Them In Stone
  3. 3. Fool
  4. 4. Step-Out
  5. 5. Last Day On Earth
  6. 6. Holy Wars
  7. 7. Leave A Last Kiss
  8. 8. Vapour Trails
  9. 9. Aliens...
  10. 10. Don't Give Up, Stupid

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