David Bazan

Curse Your Branches

2009 (Barsuk) | songwriter

Perdere la fede, e scriverci una canzone. Nel farsi strada attraverso l'ultimo lavoro di David Bazan (ex-Pedro The Lion), popolato di tonanti sonate, corroborate dalla voce inconfondibilmente imperiosa del cantautore di Seattle, pare tutto così facile. Il Nostro è ormai, a suo modo, un'istituzione nel mondo del cantautorato statunitense: innumerevoli sono le collaborazioni, immortalate nell'esperienza degli Undertow (in cui confluiscono Mark Eitzel, Vic Chestnutt, Will Johnson e Scott Danbom). Amicizie che spaziano anche al di fuori del seminato, oltre le tutto sommato prevedibili affinità con esponenti di simile caratura riguardo al sad-core americano. E' recente, infatti, il riconoscimento attribuitogli da Micah P. Hinson (riferimento obbligato per il Nostro) durante il concerto milanese di quest'ultimo: a suo parere, Bazan sarebbe "il più grande cantautore americano contemporaneo".

"Curse Your Branches" è, in effetti, un disco che ha qualcosa da dire, in tutti i sensi. Da sempre riconosciuto come autore "cristiano", per i suoi riferimenti biblici, Bazan sceglie di raccontare i momenti più difficili del suo rapporto con sé stesso e con la religione. In primo piano è la sua crisi, tradotta nell'alcolismo e nelle difficoltà della vita in famiglia. Lo fa con un disco solista, il che permette al Nostro di ampliare le sue possibilità, prima un po' rinchiuse dal genere del sad-core, di certo non celebre per il suo dinamismo stilistico.
Di conseguenza, ecco apparire carrozzoni tra il country-folk e il gospel, in cui il calore sudista investe storie non proprio rassicuranti ("Please Baby Please" è infatti, alternativamente, la richiesta della moglie di smettere di bere e la sua di un ultimo drink durante l'astinenza). Fanno spesso capolino, inoltre, ricami sintetici ("Hard To Be", "Harmless Sparks", "Bearing Witness") dal cui fascino Bazan non è certo immune, ricordando l'esperienza degli Headphones, band "nata dal suo interesse per i sintetizzatori". Una conversione che cambia sì il vestito di Bazan, senza però spogliarlo delle sue caratteristiche peculiari: il vigore, la forza, una vitalità rappresentata in primo luogo dalla sua voce. Una declamazione che scandisce senza titubanze, come a incidere la pietra.

In "Curse Your Branches" si distingue in primo luogo l'ottima traccia iniziale ("Hard To Be"), in cui l'intro di pianoforte e synth si arricchisce progressivamente della costantemente risuonante base percussiva, fino alla comparsa di Bazan. Il Nostro imbastisce un programmatico "editoriale" sul peccato originale, culminante nel grido, solo e dolente: "And now it's hard to be/ Hard to be/ A decent human being". La title track è un altro momento di particolare ispirazione per il Nostro: introdotta da fruscii cristallini à-la Bon Iver, ci consegna una ballata più improntata alle precedenti sonorità (quelle dei Pedro The Lion), in cui l'interpretazione di Bazan non potrebbe essere più sentita. La sofferta e livorosa "liberazione" dalla fede lascia scoperto il deserto del rapporto con la compagna: "And even as the threat of Hell is disappearing/ The threat of losing you is blowing up".

"Curse Your Branches" non è un disco perfetto. Anche in questo, è un lavoro profondamente "umano": Bazan pare dibattersi in melodie a volte fin troppo oblique e sfuggenti ("Bless This Mess"), a volte un tantino ricalcate ("Lost My Space"). Certo il compito che si è prefisso è arduo, quello di raccontare qualcosa che a volte sembra più grande di lui: l'accompagnamento musicale non pare sempre aiutarlo, non più di quanto possano fare le frequenti citazioni bibliche. Rimane però un disco che trasuda dell'anima di Bazan, del suo cantautorato diretto e personale: è un disco che obbliga a una reazione, a un confronto, senza mai annoiare ("When We Fell").

David Bazan ha intrapreso un tour, accompagnato di volta in volta da amici, nel contempo ospiti d'eccezione. In Italia sarà (il 6 febbraio a Milano) insieme a Paul Murphy, leader dei Wintersleep.

(04/12/2009)



  • Tracklist
  1. Hard To Be
  2. Bless This Mess
  3. Please, Baby, Please
  4. Curse Your Branches
  5. Harmless Sparks
  6. When We Fell
  7. Lost My Shape
  8. Bearing Witness
  9. Heavy Breath
  10. In Stitches
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