The Gentlemen's Agreement

Let Me Be A Child

2008 (Materia Principale) | folk, country

Ascoltando un album come “Let Me Be A Child”, verrebbe quasi voglia di pensare che, in un certo senso, quello che hanno composto e cantato con tanto successo i Fleet Foxes è stato composto e cantato più o meno contemporaneamente (e con esiti non così distanti) da un gruppo italiano (di Napoli per la precisione) chiamato Gentlemen’s Agreement. Certo, c’è meno seriosità e pathos liturgico rispetto agli statunitensi e, a ben vedere, anche una maggiore dose di ironia spernacchiante (sin dall’eloquente attacco di “Let Me Be A Child”), ma la fascinazione per un mondo rurale e inselvatichito, da percorrere a piedi scalzi con una spiga stretta tra i denti e i pollici infilati sotto le bretelle ben tese, be’ quello non cambia e anche qui regala piccole grandi perle di puro godimento musicale, che meritano di essere ascoltate con tutta l’attenzione del caso. Questo sono infatti i Gentelmen’s Agreement: una banda di avventurieri e sapienti intagliatori di motivi cantabili e frizzantini in bilico tra Woody Guthrie e Albano, Devendra Banhart e i Gang, gli Specials e Mark Twain.

“Let Me Be A Child” è, sin a partire dal titolo, una collezione di scherzi coloriti al ritmo di un country-folk-blues fluido e swingante, intriso di leggerezza melodica e di un generale umore spensierato e “peterpanesco”, ovvero senza peso, svolazzante e malandrino, da eterno sabato della vita cui mai farà seguito l’inesorabile domenica dell’amara disillusione.
I pezzi sono tutti molto orecchiabili e scritti in una grafia agile e scattante, con una cura particolare per la cornice strumentale, sempre molto variegata e ben caratterizzata. Si va dal folkabilly vorticoso di “Hay Rick”, per approdare poi al tango balcanico di “Gipsy” (uno dei pezzi senz’altro migliori), passando per pezzi felicissimi e briosi come “Kinderdijk”, “Let’s Go Farmer” o “Fever”: il disco fila via da una curva all’altra delle sue canzoni come una bicicletta in discesa, accarezzata da un vento tiepido e, una volta saliti, non si avrebbe davvero più voglia di scendere nemmeno per un minuto.

Tutto quello che in fondo un disco come “Let Me Be A Child” può regalare all’ascoltatore è la grammatica elementare e luminosamente ovvia di un pomeriggio azzurro troppo azzurro, come tanti altri e, visti e considerati i tempi che corrono, non è questa cosa da poco, è anzi un dono preziosissimo, da custodire con gelosia estrema. Come dire... Tra facebook e una sana partita di biliardino, dopo aver ascoltato i Gentlemen’s Agreement, saprete cosa è meglio scegliere, per il vostro bene.

(28/01/2009)

  • Tracklist

1. Let Me Be A Child
2. Hay Rick
3. I Can Do It My Friends
4. Gipsy
5. The Sea
6. Kinderdijk
7. Let's Go Farmer
8. For Never Ever You Blink
9. Mr Grape
10. Down
11. Blonde Country Girl
12. Cherry The Tightrope Walker
13. Fever

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