MARSHALL CRENSHAW - Jaggedland

2009 (429)
rock'n'roll

Nato a Detroit 56 anni fa, appena maggiorenne ha impersonato John Lennon nel musical Beatlemania, poi ha incrociato il suo destino con quello di Buddy Holly nel film “La Bamba”, incarnando il mito del rock’n’roll col quale ha condiviso stile e look. Dopo un esordio fulminante nel 1982, la sua carriera artistica è sempre stata caratterizzata da un equilibrio gradevole e mai stucchevole tra power-pop e musica d’autore.

Raffinato scrittore di canzoni rock’n’roll con un pizzico di soul e molti suoni roots, Marshall Crenshaw, pur non raggiungendo il successo, ha difficilmente raffreddato l’attenzione dei critici, grazie a una serie di ottimi album tra i quali val la pena ricordare almeno “Field Day”, “Downtown”, “Miracle Of Science” e il primo “Marshall Crenshaw”.

L’ultimo “Jaggedland” riempie un vuoto di sei anni e offre il miglior campionario di sue canzoni dai tempi di “447”. Pur se non c’è da gridare al miracolo, fa piacere ascoltare una serie di brani dal tratto sicuro e deciso, il suono sempre caldo e avvolgente è poi alieno a molte delle produzioni odierne e rende il tutto molto vintage.

Jim Keltner, Wayne Kramer, Sebastian Steinberg e pochi altri comprimari garantiscono una veste elegante e priva di fronzoli che evidenzia al meglio le sempre buone canzoni di Marshall Crenshaw, il sound sembra quasi live e non smorza l’energia e la forza melodica dei brani. Lo strumentale "Jaggedland" è forse il punto di partenza obbligatorio per comprendere le buone intuizioni dell’album.

 

Il suo rock retrò si esprime al meglio in canzoni ricche di swing e flessuoso rock’n’roll come “Just Snap Your Fingers” e “Stormy River”, che iniettano una molteplicità di stili nel tessuto compositivo senza snaturarne l’essenza rock’n’roll, le chitarre s’impadroniscono dell’anima più blues e country dell’autore con splendidi assolo che rendono i due brani tra le migliori cose scritte da Crenshaw.

Più dirette e lineari l’iniziale “Right On Time” e la breve “Gasoline Baby”, due road song polverose e ruvide, mentre il blues soffuso di “Sunday Blues” si snoda su progressioni melodiche interessanti e gradevoli, il tutto sempre condito da una ottima performance del gruppo, che si candida come la miglior band che abbia mai accompagnato Crenshaw in studio.

Resta da rilevare solo l’ambito più melodico dell’album che offre due ottime canzoni, la prima, “Passing Through”, scorre con leggiadria e grazia, mentre la seconda “Never Coming Down” si caratterizza per un’avvolgente malinconia ricca di nostalgia che evoca ricordi e tempi lontani.

Marshall Crenshaw non ha mai goduto di un seguito in Italia (tranne Bertoncelli, nessuno ha mai speso una parola sul suo operato), ma "Jaggedland" potrà colmare un vuoto nella conoscenza della musica rock americana: se queste note vi stuzzicheranno, non rinunciate all’ascolto del suo esordio che dopo ventisette anni mantiene il suo status di classico; per gli altri la buona notizia è che Marshall Crenshaw è tornato ed è in buona forma. 

08/11/2009

Tracklist

  1. 1. Right On Time
  2. 2. Passing Through
  3. 3. Someone Told Me
  4. 4. Stormy River
  5. 5. Gasoline Baby
  6. 6. Never Coming Down
  7. 7. Long Hard Road
  8. 8. Jaggedland
  9. 9. Sunday Blues
  10. 10. Just Snap Your Fingers
  11. 11. Eventually
  12. 12. Live And Learn

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