Apples In Stereo

Travellers In Space And Time

2010 (Yep Roc Records) | pop, disco

Un disco imbarazzante questo nuovo degli Apples In Stereo, una band che in passato ha saputo regalare momenti di lucida autorevolezza, ma che oggi si perde nei meandri di viaggi interstellari e spostamenti temporali. Riascoltato più volte, "Travellers In Space And Time" lascia il nulla assoluto: un filotto di sedici tracce, una più trascurabile dell'altra, nonostante l'inconfutabile orecchiabilità.
L'obiettivo è sin troppo ovvio: puntare su modalità fortemente ballabili per penetrare in nicchie di mercato meno difficili e magari strappare qualche passaggio nei dancefloor più alternativi. Non a caso la programmatica glam-disco di "Dance Floor" è stata scelta come singolo apripista.
Ma in quale diamine di dj set indie oriented potreste mai trovare queste scialbe canzoni, così anni luce distanti dalle illuminazioni dei migliori Chemical Brothers, LCD Soundsystem o (tanto per fare anche un nome di cui recentemente si è parlato e scritto a dismisura) Four Tet?

A tre anni di distanza dal più riuscito e ambizioso "New Magnetic Wonder", Robert Schneider e soci licenziano questa nuova raccolta di composizioni che scandaglia le possibilità degli Apples In Stereo di aprirsi sempre di più verso un pop di poche pretese. Ma il risultato finale è davvero poco convincente, oltretutto la band fallisce miseramente il tentativo di appiccicare una patina indie (che fa tanto hype) all'insieme.
In alcune tracce si cercano vaghi contatti con l'alt-rock, in altri momenti ci si vorrebbe affacciare verso una sorta di incolore funk fine 70, in altri ancora si approda su territori prossimi alle sonorità dance tipiche degli anni 80 ("Nobody But You"), quelle più plasticose della storia, tanto per intenderci.

Forse potremmo salvare a stento "Hey Elevator", oppure le più riflessive "Floating In Space" e "Wings Away". Per il resto "C.P.U." vorrebbe rievocare i primi Blur ma risulta quasi fastidiosa all'udito, "Dignified Dignitary" potrebbe avere slanci interessanti, ma si perde nella poca brillantezza del disegno complessivo, altrove l'uso del vocoder riconduce direttamente verso il sogno di certi sperimentalismi Daft Punk.
Scartabellando sul web, si trovano tracce di improponibili accostamenti agli Elo di Jeff Lynne, in particolar modo quelli del periodo disco di "Shine A Little Love", oppure, e qui la cosa diviene a dir poco drammatica, alle sublimi architetture pop dei Beatles!

Ma "Travellers In Space And Time" non vale nemmeno un milionesimo del talento di Lynne, figuriamoci del quartetto di Liverpool. Tra poche settimane saranno in pochi a conservare memoria di questo gruzzoletto di canzoni, e per una volta sarà davvero meglio così.

(19/05/2010)

  • Tracklist
  1. The Code
  2. Dream About the Future
  3. Hey Elevator
  4. Strange Solar System
  5. Dance Floor
  6. C.P.U.
  7. No One in the World
  8. Dignified Dignitary
  9. No Vacation
  10. Told You Once
  11. It's All Right
  12. Next Year at About the Same Time
  13. Floating in Space
  14. Nobody But You
  15. Wings Away
  16. Time Pilot
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