Basia Bulat

Heart Of My Own

2010 (Secret City) | country-pop, folk

Il viso paffuto, le braccia tornite, Basia Bulat pare una versione next door della Newsom, abbracciata alla sua fidata autoarpa. Il suo secondo disco, "Heart Of My Own", ha in un romanticismo primaverile e in scampagnate assolate ilsuo fil rouge, con una certa tendenza a un appiattimento country-pop che mette un po' di terreno tra questa prova e il precedente "Oh My Darling", più essenziale e spigoloso. La canadese mette la firma su un disco che ha dalla sua, effettivamente, un certo tepore profumato e anche festoso ("Gold Rush", "If Only You"): finisce però per regalare ben poche sorprese.

Si comincia con l'ardore di "Go On", in cui la Bulat recupera le rullate tangibili del disco precedente, in una nervosa ballata in cui la canadese mostra nuove doti vocali, non solo nell'interpretazione; la voce della Nostra è calda e decisa (si veda ad esempio la title track), impreziosita da un vibrato pregevolmente controllato ("Sugar And Spice"). "Keep Running Back To Me", intona poi nella seguente "Run", progressione che accompagna il richiamo d'amore della Bulat in un sovrapporsi di strumenti che non disdegna un certo afflato orchestrale, comunque in sottofondo. In questo "cambio di marcia" dell'artista dell'Ontario vi è probabilmente la mano di Howard Bilerman, batterista in "Funeral" e collaboratore in dischi dei Godspeed You! Black Emperor e di Vic Chesnutt.

Si procede così in un'alternanza piuttosto scontata tra questi motivi più tambureggianti (le già citate "Go On", "Run", "Gold Rush", "If Only You") e gli episodi solisti della Bulat ("Sugar And Spice", "Sparrow", "I'm Forgetting Everyone"): va detto che le soluzioni raramente stupiscono, gli spunti melodici scarseggiano e così il disco finisce per acquisire una certa monotonia.

Bisogna in effetti attendere la bella "The Shore" per avvertire la prima vera variazione sul tema: sulla scorta dell'evocazione sonora garantita dal dulcimer a percussione, la Bulat riesce finalmente ad arrivare più in profondità. Si tratta probabilmente dell'unica traccia che può dimostrare il periodo di composizione (assai breve) del disco nella città della corsa all'oro, quella Dawson City sepolta nello Yukon. Uno scenario imponente, una natura vigorosa e florida, che hanno però avuto un effetto un po' deleterio sulla musica dell'artista canadese: forse per la fretta, la Nostra ha preso, quasi sempre, la strada espressiva più semplice.  

(16/03/2010)



  • Tracklist
1. Go On
2. Run
3. Sugar & Spice
4. Gold Rush
5. Heart Of My Own
6. Sparrow
7. If Only You
8. I'm Forgetting Everyone
9. The Shore
10. Once More, For The Dollhouse
11. Walk You Down
12. If It Rains
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