Eppure a ben ascoltare, Il noise – che qui è in realtà una no wave ultra miniaturizzata – conserva uno fscheletrico impianto rock, che rende il tutto dotato di una sua (per quanto assurda) coerenza. È come veder tagliuzzare e digerire Beefheart, Contorsions, U.S. Maple, Arab On Radar, Flying Luttenbachers, rigurgitati in un magma disordinato di schegge rumoriste. I continui singulti ritmici rendono il suono assillante, e così il cantato che acido ed esagitato com'è, aggiunge un confusione a confusione, mentre le chitarre non sanno far meglio che incespicare continuamente alla ricerca di un riff efficace, che non arriva mai.
Inutile dire che in questo magma di dissonanze infantilistiche si nasconde un abile lavoro di destrutturazione della forma canzone, che viene sventrata fin quasi a rendere comprensibile come ogni singolo pattern possa costituire un elemento su cui costruire un intero pezzo.
Detto ciò, non so bene per quale diavolo di motivo dovreste comprare, o anche solo ascoltare, "Brood". Però se siete un minimo in confidenza con questo tipo di suoni, è probabile che nonostante un'apparente indigeribilità di fondo, per qualche assurdo motivo restiate ipnotizzati da questo sfascio senza ritorno e riusciate ad arrivare alla fine. Magari con un gran mal di testa e senza capire esattamente cosa vi abbia colpiti.
16/11/2010