MARK VAN HOEN - Where Is The Truth

2010 (City centre offices)
ambient, psych-synth-pop
Pioniere di una musica a metà fra sperimentazione e suggestione, Mark Van Hoen è il classico musicista di culto capace di percorrere un'intera carriera lontano dai riflettori. Con alle spalle quasi venti anni di escursioni sonore (esordio nel lontano 1993), ha approfondito i vari suoni in voga con personalità e tocco da vero intenditore. Divagazioni techno assieme a Daren Seymour dei Seefel (Autocreation), acidità trip-hop dal sapore notturno (Scala, sempre con Seymour) e canzoni elettroniche soffuse con gusto amarognolo (Locust). A suo nome ha rilasciato tre splendidi album (il migliore è “Playing With Time”) marchiati da un afflato ambient che ricorda i fasti della 4AD per uno stile in bilico fra abbandono spaziale e sensibilità “pop”.
Dopo la pubblicazione dell'ultimo lavoro “The Warmth Inside You” nel 2004, la sua attività si è arenata, a esclusione di alcuni interventi in sede di produzione (“Ludwig” dei Velma e “Spoon & Rafter” dei Mojave 3 fra gli altri). Sei anni di silenzio sono serviti per mettere in cantiere nuovi stimoli e riproporre un modo di comporre sobrio, quasi obsoleto, autentico. Strutture melodiche intricate ma sviluppate senza confondere, ricchezza strumentale, uso della voce cristallino, echi e riflessi di stagioni in cui la fusione fra trip-hop e dream-pop era all'ordine del giorno. Un'atmosfera di puro incanto racchiude ogni singola canzone, la capacità di emozionare e sorprendere in egual misura è prerogativa sia dei frangenti strumentali che di quelli cantati.
Sintetizzatori vintage, nastri, registrazioni radio, percussioni e la voce di Hoen sono perfettamente in sintonia con le scintille della chitarra elettrica di Neil Halstead (Slowdive, Mojave 3) e i fraseggi del piano di Julia Frodahl. Una magica congiuntura di coesione ed empatia permette di fondere tutti questi elementi in una resa finale corposa, retrò, dai ricami finissimi e mai dispersiva.

È difficile dare una precisa collocazione a un album che mette in fila un ambient pastorale a metà fra Boards Of Canada e Kreidler (l'iniziale “Put My Trust In You”), trip-hop psichedelico e malsano (l'ombrosa title track) e la violenza elettrica di un industrial-pop senza pause (il beat marcio di “Your Voice”). Non c'è limite alle tonalità poste in essere sullo spartito ed è formidabile vedersi sedurre da una musica che è sfuggente e inafferrabile. 

Una voce femminile e pochi rumori sinistri per episodi di magia inquieta (il dream-pop diluito “Photophone Call”, la ruggine nell'estasi oppiacea di “She's Selda” e “I Need Silence”) fanno da contraltare agli strumentali ariosi, ritmicamente incessanti, ben sviluppati e variegati (ossessione percussiva in “Render The Voice”, distensione kraut per “Beatiful”, esplosione di bit acquatici nella finale “Soyuz A”). Un tripudio di intensità e semplice ispirazione per tre quarti d'ora di indefinibile quanto unica immersione sonora.
L'uscita di “Where Is The Truth”, oltre a confermare la statura artistica di Hoen, deve essere un viatico per approfondire tutto l'ambiente che, intorno alla metà degli 90, ruotava attorno a figure come Mark Van Hoen, Mark Clifford e Sarah Peacock. Uomini e donne che di nascosto hanno trasfigurato musiche, tendenze e sensazioni con risultati da rivalutare assolutamente. 

17/05/2010

Tracklist

  1. 1. Put My Trust In You
  2. 2. Where Is The Truth
  3. 3. Yourself
  4. 4. She's Selda
  5. 5. 1979
  6. 6. Your Voice
  7. 7. I Need Your Silence
  8. 8. Render The Voice
  9. 9. Beautiful
  10. 10. Photophone Call
  11. 11. Soyuz A

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