Art Brut

Brilliant! Tragic!

2011 (Cooking Vinyl) | art-punk, pop

Il serafico Eddie Argos ha proclamato con compiaciuto orgoglio che, a suo modestissimo parere, "Brilliant! Tragic!" rappresenta il miglior disco finora realizzato dagli Art Brut, eppure è quasi irresistibile la tentazione di considerare questo quarto lavoro dei britannici come il più sbadigliante e macchinoso del loro intero repertorio. La novità essenziale, troppo evidente per non saltare subito alle orecchie, è senza dubbio la voce dello stesso Argos, che si consegna, per la prima volta in maniera così eclatante, alle gioie fino a ieri inflessibilmente interdette del canto a pieni polmoni. Ebbene sì, Argos ha iniziato a cantare. Il produttore Frank Black (già al lavoro nell'apprezzabile "Art Brut Vs. Satan" di due anni fa) pare infatti aver insegnato ad Argos i rudimenti fondamentali dell'arte canora durante le intense session di registrazione del nuovo disco. Tuttavia, a dire il vero, nonostante una così autorevole guida, i risultati raggiunti dal solerte scolaro stentano a lasciarsi ricordare, soprattutto se confrontati con la produzione precedente della band.

Ma forse occorre ripartire dall'inizio. Ovvero dall'ormai lontano 2005, quando, in pieno boom commerciale da brit-mania isterica e generalizzata, tutto cominciò con quella formidabile réclame-automanifesto, oggi leggendaria, che sbraitava "Formed a band, we formed a band/ Look at us, we formed a band/ Formed a band, we formed a band". Uno slogan lampeggiante (come, del resto, tutto l'irripetibile disco che lo conteneva) e una dichiarazione di poetica esplicita, che il quintetto londinese seppe rafforzare e affinare nel secondo album, "It's A Bit Complicated", e poi nel terzo, il già citato "Art Brut Vs. Satan", portando in giro uno spettacolo live tragicomico ed esilarante, nel quale il cabaret più rocambolesco si combinava con il teatro mentale di un fan capriccioso diventato a sua volta un idolo musicale dei nostri giorni. Oggi, ascoltando i pezzi sovrastrutturati e quasi baroccheggianti di "Brilliant! Tragic!" (alcuni anche piuttosto lunghi e laboriosi per gli standard abituali del gruppo, quali "Is Dog Eared" o "Ice Hockey", ai limiti del folk), pare quasi che la band abbia deciso di traghettare verso un registro compositivo più vario il proprio punk (de)costruito con attrezzi pop (e se si capovolgono i termini di quest'ultima equazione si trova forse la risposta alla domanda del secolo: che cosa sarà mai la musica indie?).

Messe dunque da parte le t-shirt dei vari Vibrators, Undertones, Buzzcocks o Skids, il gruppo si scaglia eroicamente alla conquista del continente vergine delle canzoni. Fatto salvo che poi, a ben sentire, queste fantomatiche canzoni vadano rintracciate lanternino alla mano e non senza una certa fatica ("Sexy", che è un numero vagamente alla Monochrome Set, oppure "I Am The Psichic", se non fosse per quella voce querula e un po' starnazzante, o ancora "Sealand", che offre una timida apparizione della bassista Freddie Feedback ai cori). L'insieme appare affievolito e troppo involuto, forzatamente distante dalla cifra naturale della band, forse limitata e ripetitiva, ma almeno, a suo tempo, dotata di grande forza iconica nonché immediatamente riconoscibile. Svanisce soprattutto (se si eccettua forse "Axel Rose") la capacità di trasformare l'amore (sacrale) per il mito del rock in ulteriore mitologia rock elevata al quadrato. Si perde quel piccolo miracolo di autoreferenzialità beatamente dissonante, raccontato così bene da "Nag Nag Nag Nag" o da "My Little Brother", canzoni nelle quali la musica chiacchierava di e con se stessa, suonando attraverso infiniti altri dischi e canzoni sedimentate nella memoria, con versi e ritornelli più simili alle pagine gualcite di immaginarie fanzine punk scritte a mano.

Un funambolismo sempre pronto a caracollare nella parodia che però aveva fatto degli Art Brut un gruppo a suo modo unico e, del tutto paradossalmente, originale. Aggettivi che risulta davvero arduo associare a un lavoro come "Brilliant! Tragic!".

(04/05/2011)

  • Tracklist
  1. Clever Clever Jazz
  2. Lost Weekend
  3. Bad Comedian
  4. Sexy
  5. Is Dog Eared
  6. Martin Kemp
  7. Axel Rose
  8. I Am The Psychic
  9. Ice Hockey
  10. Sealand
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