Babalot

Non sei pił

2011 (Aiuola) | alt-pop

Scazzato è il termine giusto. Come quando ti svegli con tante buone intenzioni, poi stai facendo colazione e la signora del quinto piano passa l'aspirapolvere alternandone il cattivo rumore con un banale canticchiare, oppure nell'ufficio postale di fronte al tuo balcone la gente litiga per la fila perché manca la carta nella macchina che distribuisce i numeri, ma può anche darsi che sia l'8 marzo e un uomo-disco incantato al semaforo inviti a comprare quelle maledette mimose a cui sei allergico. "È l'umanità", direbbe con sbrodolante empatia un filantropo. "Abbi pietà di loro", esclamerebbe con grave smorfia fintamente dolente il prete della Chiesa di Nostra Signora delle Disgrazie. Ma invece no, al massimo puoi conceder loro la costruzione di un'anatomia del paradosso umanamente asfissiante.

 

Sebastiano Pupillo aka Babalot, non è cambiato. A distanza di sei anni da quel gioiello cinico che fu "Un segno di vita", la percezione del delirio sociale è più che smagliante e l'Aiuola Dischi - etichetta pop "piccola ma curata" - rilascia questo nuovo saggio sulla follia a nome "Non sei più".

Via l'abuso di ammennicoli elettronici, per dar sfogo a un cantautorato sghembo e naive, che trova nella metafora da fumetto la perfetta descrizione di un malessere ironicamente amplificato sino all'ipocondria ("Paperino"). Rino Gaetano resta un nume tutelare, in quell'istintiva capacità di provocazione per nulla costruita e nei ritornelli dispettosi, come in "Bruciare ("Non voglio fare niente che non sia bruciare"). Il pastiche con le tastierine da pochi soldi son sempre così simpatici e il no sense à la Felix Kubin è delizioso nell'intro di "Andiamo a mare", mentre invece l'ospite inedito può essere anche un Vinicio Capossela nel quadretto post-bucolico e dadaista descritto in "Gatto Nero". Il piatto si arricchisce anche di un agrodolce divertissement lo fi-country ("Dante"), con nel mezzo una marcettina simil-marziale, che già irretisce dall'intro ("Se ti vanti di essere qualcuno/ Troverai qualcuno che ci crede/ Perché non c'è niente di più bello/ che farsi fregare in buona fede").

 

Alieni dalla terra del risentimento smanettano con acida mestizia, evidentemente stanchi del blaterare mediatico e superstizioso di un popolo oscenamente teso ("Bisestile").

C'è tempo anche per una ballata che getta nella centrifuga l'immacolata futuribilità del Battiato prog ("Fioriblu"), e, infine, la narcosi e la chitarra del Battisti 70's ("Maggio"), comprese le percussioni della ghost track di Frenziss ("Non sei più").

 

La logica dell'illogica permette di sfuggire alla psicosi collettiva, rovesciandone i parametri di pericolosa affezione, e Babalot riesce ancora una volta a divertirsi, oltre che divertirci.

(29/06/2011)

  • Tracklist
  1. Paperino
  2. Bruciare
  3. Andiamo a mare
  4. Bisestile
  5. Dante
  6. Gattonero
  7. Fioriblu
  8. Maggio
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