Dark Dark Dark

Wild Go

2011 (Melodic) | chamber folk-pop

Solo la forza d'animo dei Dark Dark Dark può salvare una giovane band dalle bollette da pagare e dall'affitto. I nostri, un bel giorno, hanno semplicemente deciso che non avrebbero avuto né una casa, né men che meno bambini per almeno quattro anni e sono partiti alla ventura, in barba a tutti i musicisti oppressi dalle cambiali e dal timbro del cartellino.
Questo spirito nomadico ha evidentemente contagiato anche la musica stessa dei Dark Dark Dark (sentite la giostra gitana dell'iniziale "In Your Dreams"), così come la propria autoironia - scelsero il proprio nome come caricatura della musica che facevano allora - alleggerisce il flebile, delicato pathos delle canzoni di questo "Wild Go". Il disco esce quest'anno in Europa attraverso la Melodic, dopo esser stato pubblicato negli Stati Uniti ancora nel 2010.

A dir la verità, così hippie fuori tempo massimo non sembrano, i Dark Dark Dark, dalla loro musica. Prendiamo una ballata pianistica come "Something For Myself" e avremo tutti gli ingredienti necessari a decifrare "Wild Go": un classicismo quasi affine alla gravità di Agnes Obel e Anja Plaschg, rotto dal cristallino afflato canoro della cantante e frontwoman, Nona Marie Invie, che dona ai volteggi delle canzoni il vibrante romanticismo di una Victoria LeBlanc, insieme al caratterizzante accompagnamento di fisarmonica (mai caricaturale, comunque). Con la stessa ricetta si palesa il bel singolo "Daydreaming", magico gioco di riflessi, voluttuoso sovraccarico emotivo, in grado di farti risuonare come una corda nella sua sommessa maestosità.
Eleganti valzer ("Say The Word" e soprattutto la struggente "Celebrate", idillio beirutiano) dipingono un dolente carnevale di straccioni e sbandati, in perenne vagabondaggio su zattere e carri, mentre la frivola "Right Path" racconta, alla maniera dei Loch Lomond, un'ebbra e amara parabola. Ma si trovano anche tracce, nelle loro tessiture cameristiche, dell'impeto radioheadiano degli Other Lives ("Heavy Heart").

"Wild Go" ha insomma il physique du rôle di un disco di grande caratura pop, costruito con eleganza (la toccante "Robert") ma anche con quell'ironia (Andrew Bird?) che spesso manca ad altre giovani autrici, o band in generale. Una caratteristica preziosa, unica, da custodire come un piccolo tesoro, come la propria anima.





(10/12/2011)

  • Tracklist
  1. In Your Dreams
  2. Daydreaming
  3. Heavy Heart
  4. Celebrate
  5. Nobody Knows
  6. Something For Myself
  7. Right Path
  8. Robert
  9. Say The Word
  10. Wild Go

 

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