Jolie Holland

Pint Of Blood

2011 (Anti) | country-blues

Al quinto disco pubblicato, dopo che già l'esordio, poco più che una collezione di demo, aveva attratto i favori di Tom Waits e l'Eldorado di un contratto con la Anti, Jolie Holland non è più un'artista che ha bisogno di tante presentazioni. La sua musica è un viaggio nel cuore del continente americano, propulso da caffè e sigarette, sudista quanto basta nel dare titoli spagnoleggianti o crudamente evocativi ai propri dischi.
Non fa eccezione la "transizione di fase" shakespeariana di questo "Pint Of Blood", così come la cantautrice texana - ma cosmopolita ormai, se per cosmo si intendono gli Stati Uniti - non smentisce le proprie vocazioni presentando un lavoro del tutto in linea coi precedenti.

È ancora tempo di classico americano, col fascino non più languido, vagamente offuscato (come nella prova di "Escondida", che le aveva gudagnato la fama di "Norah Jones eccentrica") della voce della Holland ad ammaliare nel gusto deciso e profumato del whisky che usa per "schiarirsi" la voce. Come nell'immaginario del culto del famoso superalcolico, il richiamo della musica della cantautrice americana sembra ancora una volta intaccato da una mitologia della tradizione che rende il tutto, anche se non sempre, pericolosamente calligrafico.
Se di grande livello è l'esecuzione dei brani di "Pint Of Blood", con arrangiamenti misurati che sembrano pescare da tutto il bagaglio della musica tradizionale americana, dal gospel al blues, evidenziando sapientemente i sensuali duetti à la Janis Joplin di chitarra e voce, è la scrittura delle canzoni che difetta, una materia prima che non riesce a essere nobilitata dal processo di distillazione.

Come nei migliori prodotti industriali, la perfezione della confezione del disco non può mettere in secondo piano la mancanza di personalità autorale - laddove quella vocale sarebbe anche a uno stadio più che completo - in una somma di canzoni incapaci di emozionare, al di là di un fugace stacco di violino, di una pur sempre composta fioritura di pianoforte ("Rex's Blues").
Così l'immenso apparato di conoscenze e competenze artigianali infuse in "Pint Of Blood" (a volte miracoloso nel trasfigurare i pezzi, come in "Little Birds") pare un po' sfumare al cospetto della sostanza inoffensiva di quanto proposto dalla Holland. Più che portatrice della "fiamma" del cantautorato americano, la Nostra si conferma insomma tramandatrice orale della tradizione, capitana di un comunque affascinante carrozzone museale.


(04/07/2011)



  • Tracklist
  1. All Those Girls
  2. Remember
  3. Tender Mirror
  4. Gold And Yellow
  5. June
  6. Wreckage
  7. Little Birds
  8. The Devil's Sake
  9. Honey Girl
  10. Rex's Blues
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