ROBERT MILES - Thirteen Remixes

2011 (Salt)
dance-rock

Dopo i fasti critici di “Thirteen“ Robert Miles è pronto a sfornare una serie interminabile di remix e riletture del suo amato progetto per raccogliere successi anche fuori dai confini del rock-progressive.

Le prevedibili ma piacevoli intuizioni di “Thirteen” hanno sollevato polveroni di consensi e interviste a tutto tondo per quello che viene salutato come il genio della rinascita prog italiana, ma nonostante ripetuti tentativi non riesco ancora a modificare il mio tiepido giudizio sull’album, e purtroppo questo trittico di remix non aiuta nella rivalutazione dell’opera.

Elettronica da porn-movies senza erotismo, citazioni rock-pop scolastiche e accademiche, che fanno rimpiangere le clamorose stonature delle eccellenti Would Be Goods, effetti elettronici che trasformano la musica di Giorgio Moroder in avanguardia sperimentale, schitarrate e break ritmici continui non alleggeriscono la catarsi di “Antimony” e l’ipnotico remix di “Deep End” scivola senza trastullare.

Ora attendo la lista di lodi alla sua arte del remix e le grida verso la mia incompetenza critica, ma quello di cui sono sicuro è che Robert Miles sia solo un abile (e forse onesto) trasformista privo di una propria identità.

 

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19/07/2011

Tracklist

  1. 1. Deep End (Robert Miles Hypnotronic Remix)
  2. 2. Black Rubber (Marco Bellini & Vai Weller Hypnovista Remix)
  3. 3. Antimony (Max Pollyul Hypnotica Remix)

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