A breve distanza da "Yona" e in parallelo con altre composizioni destinate a uscite più concise, la nipponica Shaula offre un altro saggio di quiete naturalistica, attraverso gli otto tasselli che compongono il percorso di "Tochka". Si tratta di un lavoro dagli spiccati contenuti narrativi, che a partire dall'iniziale immersione di "3" si sviluppa in drone più cupi, languidi abbandoni acustici e correnti ambientali, avviluppate in loop statici o percorse da morbidi riverberi chitarristici ("Goudy Sky").
La title track conclusiva si apre invece a riflessi elettroacustici più definiti, che emergono brevemente dalle coltri di un sogno inafferrabile, il cui flusso è in lenta ma perenne trasformazione.
3
20/11/2011
Tra Dead Can Dance e Tinariwen l'esordio dei siciliani è un piccolo capolavoro avant-folk
A nove anni da “Hug of Thunder”, il collettivo canadese torna con un album smooth costruito su lunghe jam session
L’intimità del suono acustico per un quasi esordio d’autore
Un equilibrio raffinato tra canzone, ambient e orchestrazioni nel nuovo convincente lavoro dell'artista californiana.
Il mare quale punto di incontro per due virtuose sperimentatrici elettroacustiche
Un disco di alt-country moderno che unisce calore melodico e tinte crepuscolari
La nuova tappa, più intima e contemplativa, della band del produttore delle star
l debutto del trio romano, tra macchine autocostruite, registrazioni di campo e melodie sussurrate