Non accenna ad arrestarsi l'ondata
dark-punk statunitense: dopo i recenti exploit di
Lost Tribe,
Alaric e
Atriarch, fa il suo debutto su vinile un nuovo
ensemble proveniente dal lato marcio della Grande Mela. Gli Anasazi ("antichi", in lingua Navajo) prendono il nome da un misterioso e violento popolo di nativi nord-americani, un
moniker senz'altro coerente con il
sound fiero e selvaggio proposto dai cinque newyorkesi.
Ancora una volta la base di partenza è l'
american gothic di inizio anni Ottanta, in particolare i
Christian Death di Williams e Agnew; "Attic Noise" si apre con l'impetuosa "Bone Collector", una cavalcata
goth che accelera le sonorità di "
Only Theatre Of Pain", contaminandole con la foga dell'
hardcore; un brano potente e al tempo stesso tetro, la cui corsa si arresta solo nel finale.
Il sibilo di un
feedback lascia subito il posto a un atmosferico
incipit (omaggio ai primi
Clan Of Xymox) che ci introduce a "Samsara", altro riuscito esempio di
dark-wave suonata da punk, sospesa tra
spleen e sofferto disincanto; chiude il disco la lenta "Loving You", sette minuti di death-rock angosciante e lacerato.
La musica del gruppo poggia le proprie fondamenta su oltre trent'anni di storia goth e punk: gli Anasazi abbinano elementi già familiari all'ascoltatore - il "lato oscuro" e quello più aggressivo - e sfoggiano influenze evidenti; tuttavia combinano il tutto in maniera decisamente personale, elaborando un
sound che sarebbe riduttivo etichettare come una mera derivazione.
È in arrivo a breve del nuovo materiale, ma sempre con il contagocce: un altro 7 pollici, questa volta su Sacred Bones.