Black Atlantic

Darkling, I Listen

2012 (Self-released) | alt-folk-pop

Intrecci di chitarre come cascate di diamanti; cori forse umani chiamano da nebulose lontane; lapilli d'argento sgorgano dai timpani della batteria. Il carattere cosmico di questo nuovo Ep dei Black Atlantic, gruppo alt-folk olandese, si palesa a ogni nota, in una tensione futuribile che in realtà parla della loro mutazione dal colorato e dimesso boniverismo del bell'esordio "Reverence For Fallen Trees" all'eccentrico folk-pop dei Grizzly Bear, senza troppe finzioni la vera stella polare di questo "Darkling, I Listen".
A differenza dei beniamini dei trendsetter d'Oltreoceano, dei quali conservano certe frammentazioni, l'uso delle armonizzazioni vocali, il carattere estroso e sfuggente delle soluzioni in generale, non è lo stile a rappresentare il punto focale della loro musica, che sa abbandonarsi ad aperture cameristiche, ad esempio nella title track, ma la creazione di una costruzione coerente, seppur somma di un caos solo apparente.

Forse un po' insistita questa ricerca della composizione alternata tra impennate di schegge chitarristiche e ariosi momenti di calma piatta, che si rinnovano fino a una coda in cui la progressione di chiaroscuri trova compimento, come succede nell'emblematica - e un po' confusa - "An Archer, A Dancer". Ma, anche in questi momenti più irrisolti, i Black Atlantic sanno suggestionare col loro tribalismo un po' alieno, un po' urbano.
Oltre ai Grizzly Bear, le tracce di Fleet Foxes, Other Lives e Loch Lomond dettano le coordinate, tra le altre, dell'iniziale "The Aftermath (Of This Unfortunate Event)", che esemplifica forse al meglio cosa si intenda per mettere la propria idea di musica al servizio delle canzoni.

In "Darkling, I Listen", insomma, c'è anche spazio per le emozioni e l'arioso valzer di "The Flooded Road (Built With Sand)" sembra dimenarsi per esprimerle, fino a quando le bellissime fioriture di chitarra non aiutano il sottofondo di organetto a librarsi come dovrebbe.
Manca all'appello la traccia migliore dell'Ep, "Quiet, Humble Man", una dolce, malinconica parabola dal finale panico, alla Sigur Ros.
Sarà abbastanza, per cinque canzoni?

(12/01/2012)



  • Tracklist
  1. The Aftermath (Of This Unfortunate Event)
  2. The Flooded Road (Built On Sand)
  3. Darkling, I Listen
  4. An Archer, A Dancer
  5. Quiet, Humble Man

    Disco in streaming su Bandcamp
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