Horse Feathers

Cynic's New Year

2012 (Kill Rock Stars) | chamber-folk

Chiedete a Justin Ringle cos'è il cinismo, come si fa a contenere emozioni e sentimenti, e certamente non saprà come rispondere. Le scariche che trasmettono le sfumature della sua voce, fremente di passione anche nel sempre sottinteso spleen - come di una insopprimibile tensione verso la verità inconfutabile dei propri sentimenti - sono il vero punto focale della musica degli Horse Feathers, ancora prima degli arrangiamenti da Vivaldi hipster, nella primavera trionfale che è il tempo ideale in cui vengono ambientate le ultime prove della band, dopo gli inizi più "invernali".
Col che si intuisce anche che a Ringle non interessa cambiare, e in questo senso "Cynic's New Year" faticherà certo ad avvicinare nuovi ascoltatori, nè sarà probabilmente in grado di proiettare la band verso quella considerazione che il livello della sua produzione meriterebbe.

Se la capacità di reinventarsi fosse una qualità totalmente insignificante, infatti, quest'ultimo lavoro degli Horse Feathers sarebbe un disco perfetto, o quasi. Sebbene dal punto di vista emozionale il luogo delle canzoni di Ringle rimanga sempre molto vicino a questo sovraccarico emotivo che potrebbe risultare indigesto a qualcuno - una via di mezzo tra Rocky Votolato e Sam Beam - con le dovute precauzioni "Cynic's New Year" può diventare un ascolto taumaturgico, con una pienezza d'animo ("Last Waltz") che finisce quasi per stridere con l'involuta ritrosia di tanti altri contemporanei. Forse ritrovabile solo in una band come gli Hey Marseilles.
Tanto Neil Young nella scrittura dei pezzi - di classe gli stop 'n go di "Nearly Old Friends" - che forse non soffrono delle "disuguaglianze" di "Thistled Spring", ma neanche, naturalmente, presentano i momenti più straripanti del lavoro precedente.

Insomma, permane nella musica degli Horse Feathers la sensazione di un'irrimediabile limitatezza, come di qualcosa che piacerà sempre, ma non potrà mai diventare il proprio "preferito": sarà per la prevedibilità con cui alla chitarra si sovrappongono progressivamente banjo e pianoforte in "Pacific Bray", sarà per le interpretazioni un po' monocromatiche di Ringle.
Una sicurezza per la scena folk di questi anni, ma ormai difficilmente un nome per le teste di serie.

(21/04/2012)

  • Tracklist
  1. A Heart Arcane
  2. Last Waltz
  3. Pacific Bray
  4. So Long
  5. Where I'll Be
  6. Nearly Old Friends
  7. Fit Against The Country
  8. Better Company
  9. Bird On A Leash
  10. Fire To Fields
  11. Elegy For Quitters
  12. Summer For Capricorns
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