Kramers

Warum Warum Ist Die Banane Krumm?

2012 (Prisoner) | disco-pop

I genovesi Kramers debuttano con l'Ep "Songs For Every Morning" nel 2010, un pugno di canzoni che, nonostante un po' di scoordinazione e un eccessivo scimmiottamento presente (Architecture In Helsinki) e passato (B 52's), li pone al di sopra della media del pop italiano. Spiccano - prima e meglio dei pezzi festaioli - due ballate acustiche come "Volk Und Kramer" (con cinguettii "concreti") e "The Moon Is Watching Me" (professionale nell'impaginare una loro personale versione di "Fever"). Infatuazioni passatiste e battito ballabile rimangono una costante, e la band si esprime cristallina sia nell'esecuzione che nell'elaborazione degli arrangiamenti.

Il debutto su lunga distanza, "Warum Warum Ist Die Banane Krumm?", li presenta in grande stile, complici la maturazione tecnica e artistica, un umore avventuroso e un suono più sperimentale. "The Day I Walked Down The Street" è un piccolo capolavoro di sceneggiatura, una trottola che parte da un melisma quasi d'opera per poi tuffarsi in effetti di produzione, progressioni in stile Supertramp al cardiopalma, coretti incalzanti alla Bee Gees. Non meno acrobatica e divertente è "Girl Who Came From Nowhere", una versione compressa a due minuti scarsi. Analogamente, il sinistro recitativo incastonato in scenari di elettronica astratta di "She's So Flute" esprime persino acuti dissonanti quando muta in una sorta di angoloso blues da pianobar.

La struttura dei brani è spesso spettacolare e ariosa: "La Dance" impiega più di un minuto di ficcante space-age pop prima di introdurre la voce e una staffetta con le tastiere, a risolversi in un vortice elettrodance; così "My Speed Love", tutta stop e ripartenze, accavallamenti di voci e cori, tastiere prepotenti a detonare un turbolento rave. La nuova versione di "Another Pop Song You Can Dance With Your Friends", già presente nell'Ep, è coerente con questa svolta di approfondimento surrealista, tanto da contaminare le voci con l'elettronica, fino a sfigurarle. "It's Time To Close Your Eyes" attacca come un comune sing-along acustico e poi parte in un industrial-dance agrodolce alla Talking Heads, in cui anche le voci partecipano al vertiginoso nastro trasportatore.

Nuovi spunti retro emergono in brani come "123456789" (patchwork di campioni alla Go Team, cori da Broadway), "Dharmabeat" (eurodance in stile Snap reso raffinata dissertazione r'n'b) e soprattutto "Hamburger Vs. Kebab", il campione di ritmo creativo di tutto il disco (torrenziale e tribale, tastiere sinistre alla Peter Gabriel, umore scanzonato alla "Born To Be Alive").

Sottile ed esorbitante allo stesso tempo, è un disco inquieto di verve fiammeggiante e colorite attitudini, continuamente sopra le righe nel suo protendersi verso un immaginario circo equestre di stile e caratura melodica. Esterofilo quanto si vuole, però è soprattutto vorace, spaventoso nella sua tenuta salda che - almeno sulla carta - si beve in sol sorso le ingessate sburre italiote dei coevi Cani e Lo Stato Sociale. Dopo svariati cambi di formazione, un quintetto, Giulia (voce), Greta (flauto, tastiere, cori), Federico (chitarre, sintetizzatore), Giovanni e Andrea (sezione ritmica), che fa per un'orchestra.

(05/03/2012)

  • Tracklist
  1. The Day I Walked Down The Street
  2. Girl Who Came From Nowhere
  3. Another Pop Song You Can Dance With Your Friends
  4. My Speed Love
  5. Hamburger Vs. Kebab
  6. She's So Flute
  7. Dharmabeat
  8. La Dance
  9. 123456789
  10. It's Time To Close Your Eyes
Kramers on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.