Oratio

Discorrendo senza ratio

2012 (Malintenti) | songwriter, pop

Andrea Corno, alias Oratio, registra per prova i non memorabili "Le figlie di Oratio" (2006) e "Oratio e i pianeti" (2007), mai pubblicati (ma scaricabili gratuitamente dal sito ufficiale). Dopo "Ora ti ho" (Malintenti, 2009), il cantautore siciliano perviene, con "Discorrendo senza ratio", al suo primo raggiungimento maturo.

L'elegante passo doo-wop, l'organetto allucinogeno alla "Blonde On Blonde" e il sax alla Clarence Clemons di "Credi in me", il solenne flamenco adornato di pulviscoli elettro-dissonanti di "Sparirò" e il pop tastieristico (praticamente il jangle-pop tradotto per tastiere anziché per Rickenbacker) di "Scegli il vizio" rappresentano il gustoso trittico d'apertura.
Nel mezzo, "Pirati" mostra una melodia beatlesiana, ma in mutazione con i vaudeville sbandati di Rino Gaetano, a dischiudere motti stralunati come "tutto è meglio di sempre/ sempre è meglio di niente/ niente è meglio di te". La mistura seguita e si rende complicata in "Mille idee", debordante nelle serenate sinfoniche di Phil Spector. Scioltezza di arrangiamenti e calma di canto, ad esempio in canzoni come "Il laccio", potrebbero aver insegnato qualcosa persino a Elliott Smith. Allo stesso modo, lo stornello folk-pop di "Ct-Pa" diviene meditazione metropolitana. "Il musicista inglese" è l'armonia più signorile di tutto il disco, una sua "It's Raining Again" dei Supertramp con clavicembalo, clarino, fischietto, sassofono, synth orchestrale, uno dei gioielli del melodico italiano del nuovo decennio.

Se momenti hard-rock ("Etnagigante") e spettri dei Wilco evocati da cristalline volute country-rock e accensioni d'armonie vocali ("Non c'è pericolo") spingono il disco in direzioni d'avanguardia, "Un posto sconosciuto" - la canzone più lunga posta giustamente in chiusura - esplora finalmente i territori delle ballate immaginarie di Syd Barrett, fino ad ampliarsi in un paesaggio di sussurri strumentali svaniti, a confermare lo status superiore dell'opera.

Scritto e arrangiato con Oliviero Lopes (tastiere, voce), Emanuele Primavera (batteria) e Dario Corno, sembra per tensione, invenzione, fluidità e amorevolezza una raccolta di hit alternative. Splendida produzione, forte e non chiassosa, bravi gli strumentisti di corredo, da Francesco Corso (batteria aggiuntiva), Jossi Botte (fiati), Settimo Serradifalco (contrabbasso), alla seconda voce di Deian, già di Deian e l'Orsoglabro (vedi Snowdonia), e poi il canto: saggiamente medio, modulato sia nella voce che nella resa sonora. Due, anche tre, spanne sopra la media (Dente e via discorrendo).

(23/07/2012)

  • Tracklist
  1. Credi in me
  2. Sparirò
  3. Scegli il vizio
  4. Il laccio
  5. Pirati
  6. Mille idee
  7. Non c'è pericolo
  8. Il musicista inglese
  9. Sonno stregone
  10. Etnagigante
  11. Ct-Pa
  12. Un posto sconosciuto
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