The Brendan Hines

Small Mistakes

2012 (self released) | songwriter

"L'unico modo di essere davvero onesti è dire sempre tutto quello che ti passa per la testa", diceva Brendan Hines in una delle prime puntate della serie tv "Lie To Me". Per tre anni ha portato sullo schermo il personaggio di Eli Loker, uno dei protagonisti della serie, votato alla dottrina della cosiddetta "onestà radicale": dire sempre la verità, senza preoccuparsi delle conseguenze.
E anche adesso che ha deciso di accantonare per un po' i panni dell'attore e di tornare a indossare quelli del songwriter, Hines non sembra aver perso l'abitudine all'onestà. "Penso che le mie canzoni siano assurdamente personali", ammette. "Ogni errore, ogni fallimento, ogni rimpianto è lì dentro da qualche parte. Insieme a qualche occasionale, gratuita spavalderia".

Il suo primo disco, "Good For You Know Who", era una raccolta di istantanee ironiche e scanzonate, a base di disillusioni amorose da lasciarsi alle spalle in compagnia di una bottiglia. Con il nuovo "Small Mistakes", il suo sguardo sembra volersi addentrare in un territorio più intimo, come chi si guarda allo specchio dopo una nottata troppo lunga. "Il disco precedente era la fotografia di un periodo post-innamoramento particolarmente amaro e sarcastico", osserva Hines. "Le nuove canzoni sono piene di recriminazione, disperazione, rimpianto e speranza come mai avevo fatto prima".
Così, lo spumeggiare country-folk che attraversava "Good For You Know Who" lascia spazio a un clima più riflessivo e raccolto, che preferisce i chiaroscuri alla varietà delle atmosfere. Sempre però con quel tono lieve e confidenziale che rende impossibile non immedesimarsi nelle canzoni di Hines. Canzoni come la dichiarazione d'amore dell'iniziale "Could've Sworn", che si dipana con delicatezza su un bordone d'archi, scandita da profondi rintocchi. Canzoni che suonano come un dialogo con se stessi, nella penombra di una stanza deserta.

La chitarra di Phil Krohnengold si incastona tra i contorni soffusi della title track, la produzione di Al Sgro conferisce calore a ogni respiro. Ma il vero protagonista di "Small Mistakes" è l'intreccio delle voci di Brendan Hines e Kristen Toedtman, amica e cantautrice da sempre al fianco del songwriter americano. Il loro canto percorre impalpabile i brani del disco, avvolgendo nella propria danza pensieri e melodie.
In "The Butcher's Son", Hines rivolge l'ultimo saluto al padre, scomparso alcuni fa: un brindisi pieno di gratitudine e rimpianto all'uomo che per primo gli ha insegnato l'amore per la poesia (e per la musica folk). Nel 2010, Hines ci aveva regalato un'anteprima dal vivo di questo brano per il primo volume del progetto OndaDrops. Ed è proprio il senso di nostalgia di "The Butcher's Son" a riassumere nella maniera più emblematica l'essenza di "Small Mistakes".

Tra il sussurro di "Cahuenga" e l'arpeggio appena più movimentato di "Don't Meddle", tocca alle tastiere vaporose della conclusiva "To The Skull" ampliare il registro sonoro del disco, avventurandosi con un crescendo corale sulle tracce di Joseph Arthur e del suo songwriting venato di suggestioni pop.
Appena sei canzoni, ma che mostrano i segni di una nuova consapevolezza. La maturità, per Brendan Hines, è tutta questione di prospettiva: imparare ad affrontare i trionfi e i fallimenti di ogni giorno senza lasciarsi fermare nemmeno dai propri errori. "I've got triumphs to build up/ You've got failures to live down", canta in "Small Mistakes". "Let's unpack the bulk of them/ And run them out of town".

(19/09/2012)

  • Tracklist
  1. Could've Sworn
  2. Small Mistakes
  3. The Butcher's Son
  4. Don't Meddle
  5. Cahuenga
  6. To The Skull
The Brendan Hines su OndaRock
Recensioni

THE BRENDAN HINES

Good For You Know Who

(2008 - self-released)
Un esordio all’insegna di un country-folk ironico e romantico

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