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Electronic Music For The Mind and Body

2013 (El/ Cherry Red) | elettronica, avanguardia

Come una manna dal cielo giunge in questi giorni a noi una fondamentale (e intendo davvero da avere a tutti i costi!) antologia con ben cinque tra le più importanti e influenti composizioni della musica elettronica contemporanea (anche se sarebbe più consono dire del XX secolo, dato che si tratta di composizioni che datano tra la seconda metà degli anni Cinquanta e i primissimi anni Sessanta). “Early Electronic Music” sarebbe stato forse un titolo più adatto che “Electronic Music For Mind And Body” (che potrebbe fuorviare l’ascoltatore, scambiando il titolo effettivo per un celebre disco dei Country Joe & The Fish).

L’immediato secondo dopoguerra fu un periodo di grande fertilità per le sperimentazioni in campo musicale. Non a caso, nel ventennio che va dal 1945 al 1965 ci furono grandi innovazioni ad opera di una nuova generazione di compositori che rispondevano ai nomi di John Cage, Karlheinz Stockhausen, Pierre Boulez, Luciano Berio, Luigi Nono, Milton Babbitt, Gyorgy Ligeti, Krzysztof Penderecki, Iannis Xenakis, Elliot Carter e Bruno Maderna, i quali, raccogliendo i semi gettati loro dai grandi del primo Novecento (Olivier Messiaen, Paul Hindemith, Dimitri Shostakovich, Charles Ives, Edgar Varese), seppero dare una svolta radicale non solo alla materia musicale, ma anche all’approccio d’ascolto verso la musica. Cage in particolare, che fu il più anarchico di tutti, riteneva più importante il suono in sé, preso singolarmente, che la composizione vera e propria.
Gli anni Cinquanta furono anche il periodo in cui si tentò di produrre dei suoni senza l’ausilio degli strumenti tradizionali. I sintetizzatori non erano ancora stati inventati e i suoni sintetici (o meglio, concreti) venivano ottenuti con l’ausilio di nastri magnetici, i quali venivano opportunatamente manipolati e montati secondo una tecnica ben precisa studiata apposta dal compositore insieme al tecnico del suono. I principali centri per la musica elettronica erano, in Europa, a Colonia e a Milano (gli Studi di Fonologia della Rai, dove operavano Berio, Maderna e Nono). A Colonia, Stockhausen, Ligeti e Franco Evangelisti fecero i loro primi esperimenti con i nastri magnetici.

In questa raccolta è incluso uno dei massimi capolavori non solo di Stockhausen, ma di tutta la musica del secolo scorso, “Kontakte”, qui presente nella rara versione originale solo elettroacustica, registrata nel 1959 a Colonia e pubblicata in uno storico album della Deutsche Grammophon. “Kontakte”, lo dice anche il titolo, è programmatica nel suo intento: cercare punti di contatto tra fonti sonore disparate e la loro propagazione nello spazio. L’anno successivo il grande compositore tedesco registrò una seconda versione di questo capolavoro con l’aggiunta di David Tudor al pianoforte e di Christoph Caskel alle percussioni (l’album fu pubblicato dalla Wergo), che acquista potenza, ma perde forse qualcosa in atmosfera. Altro pezzo da novanta incluso in questa raccolta è “Orient-Occident” (1960), la prima grande vetta raggiunta dal greco Iannis Xenakis nel campo della musica concreta.
Nata originariamente come colonna sonora per un cortometraggio prodotto dalla Unesco, è anche la composizione dove meglio trova espressione la tecnica stocastica del musicista franco-greco. “Artikulation” (1958), invece, è una delle rare composizioni elettroniche di Ligeti, composta e realizzata quando il musicista ungherese si trovava a Colonia per degli studi. Qui siamo ancora lontani dalla tipica “texture music” (quella che è stata in seguito inclusa nella soundtrack di “2001: A Space Odyssey”).

Le ultime due composizioni di questa antologia sono due lunghi “excursus” sonori di John Cage: “Cartridge Music” (1960) per “piccoli suoni amplificati”, si potrebbe oggi definire come uno dei primi esempi di musica industriale “ante-litteram”; “Aria with Fontana Mix” (1958) cerca invece di mescolare in un collage uniforme il cantato di un soprano (qui Cathy Berberian) con vari suoni registrati provenienti da fonti diverse. In poche parole, qua Cage inventò di fatto la “plunderphonic music”. Esaurienti le note del libretto e decorosa è anche l’incisione, se si tiene conto che si tratta di versioni originali che hanno ormai più di mezzo secolo di età. In poche parole, un documento essenziale.

(05/09/2013)

  • Tracklist
  1. Kontakte (Karlheinz Stockhausen)
  2. Orient-Occident (Iannis Xenakis)
  3. Artikulation (Gyorgy Ligeti)
  4. Cartridge Music (John Cage)
  5. Aria with Fontana Mix (John Cage)
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