AMOS LEE - Mountains Of Sorrow, Rivers Of Song

2013 (Decca)
folk-pop, soul

Si ha l’impressione che Amos Lee con “Mountains Of Sorrow, Rivers Of Song” non voglia del tutto mettere in chiaro la sua reale identità artistica. Al suo quinto capitolo discografico, continua a esplorare stili di scrittura e d’arrangiamento senza raggiungere quella magia dell’esordio che aveva fatto innamorare Norah Jones.

Il tocco rock-roots di “Stranger”e la citazione della Band in “The Man Who Wants You” sono vigorosi e accattivanti, e il soul di “Loretta” (Al Green incontra Aaron Neville) strappa più di un sorriso e qualche tiepido applauso, ma Amos sembra aver qualche difficoltà nel gestire il suo mix di blues, soul e country senza una produzione che metta in riga le troppe variabili del suo attuale patrimonio artistico.

Ad esser sinceri, quando le note di “Chill In The Air” prendono corpo, si resta per un attimo incantati dalla passionalità della sua musica, e la conclusiva “Burden” toglie il respiro con il suo languido suono di steel guitar e percussioni: questo è l’ambito sonoro dove Amos Lee si muove con più convinzione e grazia, ma l’album mette in evidenza anche la volontà di esplorare nuovi fronti.

Ad esempio, “Scamps” è un honky-tonk molto divertente e “High Water” rilegge i canoni del blues con un riff ossessivo, quasi funky, che stimola e intriga, ma in “Indonesia” l’autore trova l’intuizione vincente per dare nuovi contorni al suo lato più oscuro e malinconico, con eccellenti iniezioni di tessiture sperimentali che conducono il brano fuori dall’anonimato.

La grazia country-soul di “Johnson Blvd”, il raffinato fingerpicking di “Dresser Drawer” (un’amara riflessione sulle sofferenze della vita coniugale) e il roots-folk di “Mountains of Sorrow” esplorano le radici della musica americana con maggior decisione che in passato, grazie anche alla presenza di abili musicisti.

A volte nostalgico e a tratti in cerca di una nuova identità più complessa, Amos Lee mette in piedi un album comunque pregevole, privo di quella forza innovativa necessaria che possa attirare nuovi adepti. Comunque, “Mountains Of Sorrow, Rivers Of Song” difficilmente deluderà i fan del musicista americano.

27/04/2014

Tracklist

  1. 1. Johnson Blvd
  2. 2. Stranger
  3. 3. Scamps
  4. 4. Chill In The Air
  5. 5. Dresser Drawer
  6. 6. Indonesia
  7. 7. High Water
  8. 8. The Man Who Wants You
  9. 9. Loretta
  10. 10. Plain View
  11. 11. Mountains of Sorrow
  12. 12. Burden

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